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CONFERENZA MINISTERIALE DELL'UNIONE PER IL MEDITERRANEO SULLA BLUE ECONOMY

Data:

16/11/2015


CONFERENZA MINISTERIALE DELL'UNIONE PER IL MEDITERRANEO SULLA BLUE ECONOMY

velo

 

 

Nota stampa del Sottosegretario all'Ambiente, Silvia Velo, rappresentante dell'Italia alla Ministeriale dell'UEM sulla Blue Economy di oggi 17 novembre a Bruxelles.

 

"Il nostro Paese vede nella blue economy uno straordinario strumento di sviluppo economico e sociale capace di offrire stabilitá e migliori condizioni di vita per i popoli del Mediterraneo, un tema più che mai attuale nella agenda politica della comunità internazionale".

È quanto ha detto il Sottosegretario all'Ambiente, Silvia Velo, a Bruxelles, nel corso della conferenza ministeriale dell'Unione per il Mediterraneo sulla Blue Economy.

"Il Governo, attraverso il Ministero dell'Ambiente, nell'ultimo anno ha sostenuto due iniziative sulla crescita blu: la Carta di Livorno, un documento di indirizzo per una “strategia del mare” in grado di coniugare tutela ambientale e crescita economica e per rendere più forte l'Italia nei consessi internazionali sul tema marittimo e la Dichiarazione di Venezia che prevede una serie di programmi di cooperazione tra i paesi del Mediterraneo su strategia marina, ricerca scientifica e innovazione.

Senza dimenticare - ha continuato il Sottosegretario Velo - l'impegno dell'Italia nell'attuazione della direttiva quadro dell'Unione Europea sulla strategia marina, per cui stiamo definendo i programmi di misure per raggiungere l'obiettivo del buon stato ambientale della acque da qui al 2020.

Abbiamo il dovere - ha concluso Velo - di discutere sul futuro del Mediterraneo in una prospettiva di sviluppo sostenibile. La crescita blu del nostro mare rappresenta un'opportunità non soltanto dal punto di vista economico, ma deve essere anche un veicolo per la promozione della coesione sociale e per il benessere dei popoli mediterranei.

Un'occasione che non possiamo perdere, in particolar modo in questi giorni, in cui troppo spesso siamo testimoni impotenti di fronte a tragedie umane causate da migrazioni per la ricerca di cibo, sicurezza e pace".


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