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Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni, Energia (TTE)

 

Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni, Energia (TTE)

Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni, Energia (TTE)

Il Consiglio TTE ha il compito di realizzare gli obiettivi dell'UE in materia di trasporti, telecomunicazioni ed energia: creare mercati e infrastrutture moderni, competitivi ed efficienti e realizzare reti transeuropee nei settori dei trasporti, delle comunicazioni e dell'energia.


Il Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni, Energia (TTE) - parte TRASPORTI

Il Consiglio TTE - parte Trasporti riunisce i Ministri responsabili delle infrastrutture e dei trasporti degli Stati Membri dell’UE e contribuisce a realizzare gli obiettivi dell'UE nel settore.

La politica dei trasporti rientra nelle competenze condivise dell’Unione Europea.

Gli obiettivi principali dell’azione dell’UE nella politica dei trasporti (Articolo 4, paragrafo 2, lettera g, e titolo VI del TFUE) sono l’apertura alla concorrenza dei mercati, la creazione di reti transeuropee, la promozione della mobilità sostenibile, l'armonizzazione delle norme legislative, regolamentari e amministrative nazionali, ivi incluse le condizioni quadro di natura tecnica, sociale e fiscale.


1. L’organizzazione

La preparazione della partecipazione del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili al Consiglio “TTE” - parte Trasporti è curata dalla Rappresentanza Permanente in sinergia con l’Ufficio del Consigliere Diplomatico del Ministero.

Ogni anno di regola hanno luogo due riunioni formali del Consiglio Trasporti (a giugno e a dicembre), che sono quelle più rilevanti, nonché due riunioni informali (uno per ogni semestre di Presidenza).

Gran parte del lavoro di preparazione dei dossier è svolto dal settore Trasporti nei seguenti Gruppi di lavoro consiliari, ciascuno dei quali si riunisce di norma una volta a settimana:

Gruppo trasporti terrestriGruppo trasporti marittimiGruppo aviazioneGruppo trasporti intermodali e retiGruppo “Amici della Presidenza”, per particolari dossier.

Tutti gli atti discussi nei Gruppi di lavoro consiliari della filiera Trasporti transitano al COREPER I per l’approvazione da parte dei Rappresentanti permanenti aggiunti, in vista dell’esame/adozione dei Ministri europei dei trasporti in seno al Consiglio TTE.


2. Principali provvedimenti legislativi 2019-2024

Il tema dell’abbattimento delle emissioni climalteranti dei veicoli adibiti al trasporto è oggetto delle Comunicazioni sul Green Deal europeo (dicembre 2019) e della Strategia sulla Mobilità sostenibile ed intelligente (dicembre 2020). In particolare, quest’ultima, in coerenza con l’obiettivo generale di neutralità climatica UE entro il 2050, delinea una road-map con obiettivi faro e scadenze temporali per pervenire a un sistema sostenibile, resiliente, ecologico, digitale, competitivo, sicuro, accessibile e multimodale. Secondo la Comunicazione, questo risultato è raggiungibile con il contributo degli Stati membri, degli attori del settore, dei cittadini e delle istituzioni europee. Il documento comprende un Piano d’azione con 82 iniziative che guideranno la sua attuazione nei prossimi quattro anni.

In tale ottica, il Consiglio Trasporti di giugno 2022 ha raggiunto l’orientamento generale su tre importanti regolamenti, parte del pacchetto “Fit for 55”. Il regolamento sul dispiegamento delle infrastrutture per i carburanti alternativi (AFIR), l’obiettivo di realizzare una rete infrastrutturale per la ricarica di veicoli stradali e navi alimentate da carburanti alternativi; per la ricarica elettrica nei porti marittimi e della navigazione interna e per gli aeroporti, assicurando un’infrastruttura interoperabile e accessibile all’utente (sia in termini di informazioni che di metodi di pagamento). Il regolamento sull’uso di combustibili rinnovabili ed a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo (FuelEU Maritime), il cui obiettivo principale è quello di aumentare la domanda e l'uso di combustibili rinnovabili ed a basse emissioni di carbonio, garantendo al contempo il buon funzionamento del traffico marittimo ed evitando distorsioni nel mercato interno; la proposta prevede neutralità tecnologica. Ed infine, il regolamento sulla garanzia di condizioni di parità per un trasporto aereo sostenibile (RefuelEU Aviation). L’obiettivo è di ridurre l’impatto delle emissioni del settore aereo mediante lo sviluppo, la diffusione e l’utilizzo dei Sustainable Aviation Fuels (SAF) in Europa. La proposta stabilisce innanzitutto un obbligo di miscelazione di SAF ai fornitori di carburante per aeromobili, con un innalzamento progressivo del volume minimo di SAF nel tempo, secondo una specifica roadmap che delinea le tempistiche previste. Anche il Pacchetto SES2+ (Single European Sky) contempla l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale, malgrado lo scopo principale della proposta del Cielo unico europeo sia focalizzata sul miglioramento dell'efficienza globale dell’organizzazione e gestione dello spazio aereo europeo mediante una riforma dell’industria che fornisce i servizi di navigazione aerea.

Sempre in tema di sostenibilità, il Consiglio Trasporti di giugno 2022 ha adottato un orientamento generale sulla proposta di Direttiva sui sistemi di trasporto intelligenti ITS (2010/40/UE, ). La proposta mira ad adeguare il settore al progresso tecnologico, come ad esempio gli sviluppi relativi alla mobilità connessa e automatizzata e alle applicazioni di mobilità su richiesta; ed inoltre il miglioramento della disponibilità, del riutilizzo e dell'interoperabilità dei dati. Per quanto riguarda la digitalizzazione, la proposta è in linea con la Strategia europea sui dati del febbraio 2020, che ha annunciato la creazione di nove spazi comuni di dati europei in settori economici strategici e aree di interesse pubblico, tra cui lo spazio comune europeo dei dati sulla mobilità.

Altro importante file legislativo è quello relativo alla revisione del regolamento sugli orientamenti dell’Unione per lo sviluppo della rete trans-europea dei trasporti (TEN-T).La proposta fa parte del “Pacchetto sulla mobilità verde e intelligente” e costituisce un’azione chiave del Green Deal europeo e della Strategia per una mobilità sostenibile ed intelligente. Il suo obiettivo generale è quello di costruire una rete multimodale ed efficace a livello europeo per tutte le modalità di traporto e per i collegamenti di ultimo miglio dei nodi della rete. Attraverso la revisione di tale politica, si mira al completamento entro il 2050 di una rete transeuropea dei trasporti affidabile, continua e di elevata qualità e che garantisca una connettività sostenibile senza interruzioni fisiche, strozzature o collegamenti mancanti, contribuendo altresì al funzionamento del mercato interno, alla coesione economica, sociale e territoriale.

Da segnalare, infine, il Regolamento che istituisce lo strumento Connecting Europe Facility (CEF) per l’utilizzo dei cofinanziamenti UE volti all'attuazione di progetti di interesse comune (PCI) necessari per la realizzazione delle reti di trasporto transeuropee. La proposta di nuovo Regolamento CEF per il periodo relativo al quadro finanziario pluriennale 2021-2027 prevede novità interessanti come: la destinazione del 60% dei fondi ad attività che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi climatico-ambientali della UE; una maggior enfasi sulle sinergie tra i settori oggetto del programma (energia, trasporti, digitale); l’aumento delle percentuali medie di cofinanziamento; la possibilità che, in caso di non co-finanziamento in un bando CEF per scarsità di risorse, un progetto selezionato possa essere direttamente eleggibile su altri strumenti di finanziamento UE compatibili (cosiddetto “seal of excellency”); l’introduzione, tra le attività oggetto di cofinanziamento, degli adeguamenti delle reti necessari a favorire la mobilità militare. Il Regolamento è nella fase di implementazione.

3. Link utili

- Consiglio dell’Unione europea

https://www.consilium.europa.eu/it/council-eu/configurations/tte/

- Parlamento europeo – Commissione parlamentare “Trasporti e Turismo” (TRAN Committee)

https://www.europarl.europa.eu/committees/it/tran/home.html

- Commissione europea - DG MOVE (Mobilità e Trasporti)

https://ec.europa.eu/transport/home_en

- Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili

http://www.mit.gov.it/index.php/temi/trasporti

 

 

 

Il Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni, Energia - parte TELECOMUNICAZIONI

In materia di telecomunicazioni, il Consiglio è responsabile dell'adozione, insieme al Parlamento europeo, della normativa e degli orientamenti sulle reti di telecomunicazioni e la loro interoperabilità. La politica dell'UE è inoltre intesa a migliorare la concorrenza e la cibersicurezza e a promuovere l'innovazione nel settore delle telecomunicazioni.

Una delle priorità chiave della nuova Commissione è la transizione verso l’era digitale. La Presidente von der Leyen ha dichiarato di volere un’Europa più ambiziosa nello sfruttare le opportunità dell’era digitale in un contesto che garantisca la sicurezza e rispetti l’etica. L’ambizione è quella di conseguire una autonomia tecnologica in alcuni settori fondamentali quali la tecnologia blockchain, il calcolo ad alte prestazioni, e l’informatica quantistica, al fine di consentire il più efficiente utilizzo dei dati possibile.

 

Il pacchetto sui servizi digitali

La Commissione europea ha proposto due iniziative legislative per aggiornare le norme che regolano i servizi digitali nell'UE: il Digital Services Act (DSA) e il Digital Markets Act (DMA). Le due normative comprendono un insieme di nuove regole applicabili in tutta l'UE per creare uno spazio digitale più sicuro e aperto. Il loro obiettivo principale è quello di creare uno spazio digitale più sicuro in cui i diritti fondamentali di tutti gli utenti siano protetti, e di stabilire condizioni di parità per promuovere l'innovazione, la crescita e la competitività, sia nel mercato unico europeo che a livello globale.

Concretamente, la Legge sui servizi digitali introdurrà una serie di nuovi obblighi armonizzati a livello comunitario per i servizi digitali, quali:

- Nuove regole per la rimozione di beni, servizi o contenuti illegali online;

- Salvaguardie per gli utenti i cui contenuti sono stati erroneamente cancellati dalle piattaforme;

- Nuovi obblighi per le piattaforme molto grandi di intraprendere azioni basate sul rischio per prevenire l'abuso dei loro sistemi;

- Misure di trasparenza ad ampio raggio, anche sulla pubblicità online e sugli algoritmi utilizzati per raccomandare contenuti agli utenti;

- Nuovi poteri per controllare il funzionamento delle piattaforme, anche facilitando l'accesso dei ricercatori ai dati chiave;

- Nuove regole sulla tracciabilità degli utenti commerciali nei mercati online, per aiutare a rintracciare i venditori di beni o servizi illegali;

- Un processo innovativo di cooperazione tra le autorità pubbliche per garantire un'applicazione efficace in tutto il mercato unico.

Le piattaforme che raggiungono più del 10% della popolazione dell'UE (45 milioni di utenti) sono considerate di natura sistemica, e sono soggette non solo a obblighi specifici per controllare i rischi, ma anche a una nuova struttura di supervisione. Questa nuova struttura di responsabilità sarà composta da un consiglio di coordinatori nazionali dei servizi digitali, con poteri speciali per la Commissione nella supervisione delle piattaforme molto grandi, compresa la capacità di sanzionarle direttamente.

La Legge sui mercati digitali mirerà invece principalmente a:

- Definire soglie quantitative come base per identificare i presunti “gatekeepers”;

- Proibire un certo numero di pratiche che sono chiaramente sleali, come impedire agli utenti di disinstallare qualsiasi software o app preinstallata;

- Richiedere ai gatekeepers di mettere in atto proattivamente alcune misure mirate che permettano al software di terze parti di funzionare correttamente e di interoperare con i propri servizi;

- Imporre sanzioni per la non conformità, che potrebbero includere multe fino al 10% del fatturato mondiale del gatekeeper, per garantire l'efficacia delle nuove regole.

La normativa si applicherà solo ai grandi fornitori di servizi di piattaforma di base, come i motori di ricerca, i social network o i servizi di intermediazione online, che soddisfano i criteri legislativi oggettivi per essere designati come gatekeepers.

Il Parlamento europeo e gli Stati membri discuteranno le proposte della Commissione secondo la procedura legislativa ordinaria. Il processo di revisione è attualmente in corso.

 

La proposta di Regolamento sulla governance dei dati

La proposta di regolamento sulla governance dei dati, adottata dalla Commissione il 25 novembre 2020, mira principalmente a dare impulso alla condivisione dei dati tra diversi settori e tra Stati membri.

Pilastro fondamentale della strategia europea per i dati, il regolamento contribuirà ad aumentare la fiducia nella condivisione dei dati, rafforzerà i meccanismi per aumentarne la disponibilità e superare gli ostacoli tecnici relativi al loro riutilizzo. Il regolamento sosterrà poi la creazione e lo sviluppo di spazi comuni di dati europei in settori strategici, coinvolgendo sia attori privati che pubblici.

L'UE promuoverà lo sviluppo di sistemi di condivisione dei dati affidabili attraverso quattro serie di misure:

- Meccanismi per facilitare il riutilizzo di alcuni dati del settore pubblico che non possono essere resi disponibili come dati aperti (e.g. riutilizzo dei dati sanitari per favorire la ricerca);

- Misure per assicurare che gli intermediari di dati funzionino come organizzatori affidabili della condivisione o del raggruppamento dei dati all'interno degli spazi comuni di dati europei;

- Misure per rendere più facile ai cittadini e alle imprese rendere disponibili i loro dati a beneficio della società;

- Misure per facilitare la condivisione dei dati, e in particolare per rendere possibile l'uso dei dati attraverso le frontiere.

 

L'identità digitale europea

La comunicazione della Commissione del 9 marzo 2021 – “Bussola digitale 2030: la via europea per il decennio digitale" - fissa l'obiettivo di un quadro dell'Unione che, entro il 2030, porti a un'ampia diffusione di un'identità digitale fidata e controllata dall'utente.

In linea con gli obiettivi della “Bussola Digitale”, l’iniziativa per l’identità digitale della Commissione, si basa sul quadro giuridico transfrontaliero esistente per le identità digitali affidabili, l'iniziativa europea di identificazione elettronica e servizi fiduciari (regolamento eIDAS). Adottato nel 2014, fornisce la base per l'identificazione elettronica transfrontaliera, l'autenticazione e la certificazione dei siti web all'interno dell'UE. Già circa il 60% degli europei può beneficiare del sistema attuale, ma non esiste alcun obbligo per gli Stati membri di sviluppare un ID digitale nazionale e di renderlo interoperabile con quella degli altri Stati membri, il che porta a forti discrepanze tra i Paesi. L'attuale proposta affronta queste carenze migliorando l'efficacia del quadro regolatorio ed estendendone i benefici al settore privato e all'uso mobile.

Secondo il nuovo regolamento, gli Stati membri offriranno ai cittadini e alle imprese “portafogli digitali”, che saranno in grado di collegare le loro identità digitali nazionali con la prova di altri attributi personali, quali patente di guida, conti bancari, diplomi scolastici. I nuovi portafogli europei di identità digitale permetteranno quindi a tutti gli europei di accedere ai servizi online senza dover utilizzare metodi di identificazione privati o condividere inutilmente i dati personali. Con questa soluzione gli utenti avranno il pieno controllo dei dati che condividono.

Per renderla una realtà operativa il più presto possibile, la proposta è accompagnata da una raccomandazione in cui la Commissione invita gli Stati membri a stabilire un toolbox comune entro settembre 2022 e ad iniziare immediatamente i lavori preparatori necessari. Questo toolbox dovrebbe includere l'architettura tecnica, gli standard e le linee guida per le migliori pratiche. Una volta raggiunto l'accordo sul toolbox, sarà possibile testarlo mediante progetti pilota.

 

Il regolamento programma Europa Digitale (2021-2027)

Il Regolamento (UE) 2021/694 del 29 aprile 2021, che istituisce il programma Europa digitale (DIGITAL) per il periodo 2021-2027 e abroga la decisione (UE) 2015/2240, rientra nel Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), parte del capitolo "Mercato unico, innovazione e digitale".

Lo scopo è quello di istituire uno strumento finanziario per massimizzare i benefici della trasformazione digitale per i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni dell'UE, in particolare rafforzando le capacità digitali dell'UE in cinque settori chiave (i cosiddetti "obiettivi specifici"):

- High Performance Computing (HPC) o Calcolo ad alte prestazioni, con progetti di sviluppo e rafforzamento delle capacità di super-calcolo e trattamento dei dati in Europa. “Europa digitale” mirerà a sviluppare un'infrastruttura di dati e super-computer di livello mondiale, dotando l'UE di un proprio parco tecnologico autonomo e concorrenziale;

A tale riguardo si sottolinea che l’Italia ospiterà presso il Tecnopolo di Bologna uno dei tre supercalcolatori europei pre-exascale, nell’ambito delle attività della European High Performance Computing Joint Undertaking (EuroHPC), realtà voluta dalla Commissione per promuovere lo sviluppo di una rete europea di “super-computer”.

- Intelligenza Artificiale (AI), per contribuire a diffondere l'intelligenza artificiale nell'economia e nella società europee nel contesto di un quadro etico e giuridico adeguato. Il sostegno del programma permetterà alle autorità pubbliche ed alle imprese, soprattutto quelle più piccole, di avere un migliore accesso alle strutture di prova e sperimentazione in intelligenza artificiale negli Stati membri;

- Cybersecurity e Trust o Sicurezza cibernetica, per la salvaguardia dell'economia digitale, della società e delle democrazie dell'UE promuovendo la difesa e la sicurezza dell'industria europea, finanziando attrezzature e infrastrutture d'avanguardia nel settore e sostenendo lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze necessarie;

- Abilità digitali avanzate, per assicurare che i lavoratori abbiano la possibilità di acquisire competenze digitali tramite corsi di formazione a breve e lungo termine e tirocini sul posto di lavoro. I poli di innovazione digitale (DIH) svolgeranno programmi mirati per aiutare le piccole e medie imprese e le pubbliche amministrazioni a fornire al proprio personale le competenze avanzate necessarie per accedere alle nuove opportunità digitali;

- Uso diffuso delle tecnologie digitali nell'economia e nella società, per assicurare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione, dei servizi pubblici e la loro interoperabilità a livello UE, facilitando inoltre l'accesso delle imprese, soprattutto delle PMI, alla tecnologia e al know-how, attraverso i DIH che fungeranno da "sportelli unici", dislocati su tutto il territorio dell’Unione.

Il programma Digital Europe non affronterà le nuove sfide digitali in modo isolato, ma completerà i finanziamenti disponibili attraverso altri programmi dell'UE, come il programma Horizon Europe per la ricerca e l'innovazione, il Connecting Europe Facility per le infrastrutture digitali, il Recovery and Resilience Facility e i fondi strutturali.

Link utili:

Commissione europea:

https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/activities/digital-programme

https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/digital-services-act-package

https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/data-governance

Parlamento europeo:

https://www.europarl.europa.eu/factsheets/en/sheet/64/digital-agenda-for-europe

https://www.europarl.europa.eu/legislative-train/theme-a-europe-fit-for-the-digital-age/file-digital-age-strategy

Consiglio dell’Unione europea:

https://www.consilium.europa.eu/en/policies/a-digital-future-for-europe/

 

Il Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni, Energia - parte ENERGIA e obiettivi generali dell’azione dell’UE nel settore

Il Consiglio TTE - parte Energia (Consiglio Energia) riunisce i Ministri responsabili dell’energia degli Stati Membri dell’UE e realizza gli obiettivi dell'UE per ciascun ambito; partecipa alle sessioni anche il Commissario europeo all’energia ed eventualmente anche altri Commissari per questioni di competenza mista. Il Ministro dello Sviluppo Economico rappresenta l’Italia al Consiglio Energia.

Il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) contiene un titolo sull'energia (articolo 194) che descrive gli obiettivi principali dell’azione dell’UE nella politica energetica:

· Assicurare il funzionamento del mercato dell'energia;
· Garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico nell'Unione;
· Promuovere l'efficienza energetica e il risparmio energetico e lo sviluppo di energie rinnovabili;
· Promuovere l'interconnessione delle reti elettriche.

Nel campo dell’energia gli Stati membri hanno competenza concorrente con l’Unione Europea. Il quadro normativo in materia energetica viene definito a mezzo procedura legislativa ordinaria dal Consiglio e dal Parlamento Europeo (Commissione ITRE e plenaria). Il Trattato non incide tuttavia sul diritto di uno Stato membro di «determinare le condizioni di utilizzo delle sue fonti energetiche, la scelta tra varie fonti energetiche e la struttura generale del suo approvvigionamento energetico». (articolo 194, paragrafo 2)

Con riferimento all’energia nucleare il trattato CEEA o Euratom costituisce la base giuridica per la maggior parte delle azioni europee intraprese nel campo dell'energia nucleare; in particolare su investimenti, imprese comuni e approvvigionamenti (articoli 40-52) e sul mercato comune nucleare (articoli 92-99). Il Parlamento europeo nelle procedure decisionali previste dal trattato Euratom ha solamente un ruolo consultivo.

Nel quadro degli obiettivi ambiziosi in materia climatico ambientale indicati dalla nuova Commissione per il mandato 2019-2024, l’energia avrà un ruolo determinante, dal momento che pesa per il 75% circa sulle emissioni di gas ad effetto serra. Le linee guida annunciate dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel discorso al Parlamento Europeo del 16 luglio 2019 facevano riferimento ai seguenti obiettivi:

· Rendere la UE il primo continente ad avere un impatto climatico zero entro il 2050, attraverso una “legge europea” sul clima;
· Ridurre le emissioni di CO2 del 50-55 % entro il 2030;
· Introdurre un’imposta sul carbonio alle frontiere;
· Promuovere un nuovo piano di investimenti per un’Europa sostenibile;
· Creare un fondo per una transizione equa per aiutare le regioni più colpite.

Come specificato nella lettera di missione della Commissaria all’energia designata Kadri Simson, la Commissione lavorerà per attuare la legislazione in vigore in materia di efficienza energetica e di energia da fonte rinnovabile, sviluppare un mercato ancora più integrato per garantire prezzi bassi, promuovere l’utilizzo di energia pulita e rendere le forniture più sicure ed affidabili; valutare l’opportunità di rivedere la normativa in vigore alla luce dell’obiettivo di maggiori riduzioni delle emissioni CO2 al 2030; promuovere investimenti in energia pulita e infrastrutture; tenere conto del ruolo del gas nella transizione, in combinazione con il ruolo delle tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS), e valutare i modi per massimizzare l’uso del GNL; contribuire al disegno di una nuova “carbon border adjustment” ed alla revisione della Direttiva sulla tassazione energetica; esplorare e studiare modalità per accrescere l’utilizzo dell’Euro sui mercati energetici; rafforzare la sicurezza nucleare e portare avanti smantellamento siti; sostenere i poteri di cittadini e regioni in quanto attori del mercato energetico (autoconsumo, comunità dell’energia) ma anche potenziali vittime della transizione e beneficiari del futuro Fondo per una transizione equa (Just Transition Fund) e combattere la povertà energetica.


1. L’organizzazione del Consiglio

La preparazione della partecipazione del Ministro dello Sviluppo Economico al Consiglio Energia è curata dalla Rappresentanza Permanente in sinergia con l’Ufficio del Consigliere Diplomatico, il Segretariato Generale e la Direzione Generale per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari, in coordinamento con la Direzione Generale per l’approvvigionamento, l’efficienza e la competitività energetica.

Ogni anno di regola hanno luogo due riunioni formali del Consiglio a Bruxelles o a Lussemburgo (a giugno e a dicembre), e due riunioni informali del Consiglio (presso lo Stato membro che detiene la Presidenza di turno).

In vista delle riunioni periodiche dei Consigli dei Ministri UE, i dossier afferenti il settore energia sono preparati dal Gruppo di lavoro Energia del Consiglio. Alcune questioni puntuali possono essere oggetto dell’attività di Gruppi di Amici della Presidenza appositamente creati (è il caso del Regolamento CEF per quanto riguarda le infrastrutture energetiche). I dossier afferenti al tema dell’energia nucleare sono preparati invece dal Gruppo Questioni Atomiche (Atomic Questions Working Party) del Consiglio.

Tutti gli atti licenziati dal Gruppo Energia transitano al COREPER I per l’approvazione da parte dei Rappresentanti permanenti aggiunti, in vista dell’esame/adozione dei Ministri dell’energia in seno al Consiglio TTE. Tutti gli atti licenziati dal Gruppo Questioni Atomiche transitano al COREPER II per l’approvazione da parte dei Rappresentanti permanenti, in vista dell’esame/adozione dei Ministri dell’energia in seno al Consiglio TTE.

2. Il pacchetto Fit for 55 – parte energia

Background

La legge europea sul clima, in linea con il Green Deal europeo, sancisce l'impegno dell'UE verso la neutralità climatica al 2050 e l'obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990.

Con il pacchetto Fit for 55, la Commissione ha presentato gli strumenti legislativi per raggiungere tale obiettivo al 2030.

In materie energetica, si segnalano in particolare le proposte di revisione delle Direttive sulle energie rinnovabili e sull’efficienza efficienza energetica, oltre che la revisione della Direttiva sulla tassazione energetica.

L’esame delle proposte in Consiglio è stato avviato nel luglio 2021 e i negoziati si protrarranno fino al 2022.

Le proposte

Revisione della direttiva sull'energia rinnovabile (RED II)

La proposta prevede un nuovo obiettivo a livello collettivo del 40% dell’energia da fonti rinnovabili sui consumi finali entro il 2030, rispetto al precedente obiettivo del 32%. Tutti gli Stati membri dovranno contribuire a questo obiettivo, sulla base di una formula che parte dall’obiettivo vincolante per lo Stato membro al 2020 (stabilito dalla Direttiva 2008), cui si aggiungono un contributo forfettario e dei contributi variabili basati sul PIL pro capite, il potenziale residuo di rinnovabili e il livello di interconnessione del singolo Paese. Sono inoltre proposti obiettivi specifici per l'uso di energia rinnovabile nei trasporti, nel riscaldamento e raffreddamento, negli edifici e nell'industria. Si osserva una forte spinta all’elettrificazione e viene promosso l'idrogeno da fonte rinnovabile. Inoltre, i criteri di sostenibilità per l'uso della bioenergia sono resi più stringenti e viene introdotta la gerarchia degli usi delle biomasse legnose (nell’ordine, utilizzo industriale, riuso, riciclo, valorizzazione energetica, smaltimento), che renderebbe residuale il loro utilizzo a fini energetici.

Revisione della Direttiva sull'efficienza energetica (EED)

L’obiettivo collettivo di riduzione dei consumi passa dal -32,5% rispetto allo scenario di riferimento del 2007, al -9% rispetto allo scenario di riferimento del 2020, che riflette i contributi nei Piani nazionali energia clima (PNIEC) al 2030. Il calcolo del target nazionale è basato su quattro criteri, aventi tutti pari peso: 1. tasso fisso di riduzione (“flat rate contribution”); 2. PIL pro capite reale, basato sulla media triennale del pertinente indice Eurostat; 3. livello di intensità energetica (rapporto tra il consumo interno lordo di energia e il PIL nazionale); 4. potenziale di risparmio energetico economicamente efficiente. Per ogni criterio sono fissati una soglia massima (150%) e minima (50%) rispetto alla media dell’Unione.

Viene reso operativo il principio “energy efficiency first” (l’obbligo di considerare soluzioni di efficienza energetica nelle principali decisioni di policy e di investimento), con l’estensione del principio anche in ambito non energetico ove rilevante (es. in quello finanziario e del “social housing”), l'individuazione di un soggetto responsabile per la sua attuazione a livello nazionale e obblighi di reporting alla Commissione. Tutti gli enti pubblici sono chiamati a dare l’esempio, dando la priorità al principio in questione nelle rispettive procedure di appalto. Si introduce inoltre l'obbligo di efficientamento energetico del 3% all’anno delle superfici di tutti gli edifici pubblici sopra i 250m2 (in passato riguardava solo le amministrazioni centrali).

Revisione delle Direttiva sulla tassazione energetica

La proposta prevede l'eliminazione della possibilità di sconto rispetto alla tassazione minima per i combustibili fossili e per il settore marittimo e l'aviazione, per tragitti intra-UE. A regime, si prevede un livello di tassazione minimo per i combustibili da fonti rinnovabili differenziato a seconda del loro livello di sostenibilità: tassazione equiparata ai combustibili fossili per i biocarburanti non sostenibili (incluse le colture agro-energetiche); tassazione minima dimezzata per i biocarburanti sostenibili e quasi azzerata per i biocarburanti avanzati.

Entro la fine del 2021 la Commissione presenterà tre ulteriori proposte in materia energetica: un atto sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico; la revisione della Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici; la Revisione del terzo pacchetto energia per il gas, volto a regolamentare i nuovi gas decarbonizzati.

3. Il Piano nazionale per l’Energia ed il Clima dell’Italia (PNIEC).

Il regolamento sulla governance dell'Unione dell'Energia prevede che ogni Stato membro rediga un Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) per il periodo che va dal 2021 al 2030. La proposta dell’Italia formula obiettivi e politiche sulla base di 5 “dimensioni” dell’energia.

1) Decarbonizzazione

La riduzione delle emissioni sarà perseguita attuando tutte le politiche concordate a livello internazionale ed europeo, grazie anche al sistema di scambio di quote di emissioni EU ETS (Emissions Trading System). Per quanto riguarda le energie rinnovabili, l’obiettivo è un ulteriore sviluppo, con misure nei settori elettrico, termico e dei trasporti.

2) Efficienza energetica

L’obiettivo è quello di potenziare gli strumenti già in vigore e adottare nuove misure a supporto di diagnosi energetiche e sistemi di gestione dell’energia. Un focus particolare sarà dato al settore dell’edilizia con misure di ristrutturazione e riqualificazione, e al settore dei trasporti che prevede il miglioramento dell’efficienza energetica tramite il rinnovamento dei veicoli, un cambiamento modale in ambito di trasporti e l’attuazione di Piani Urbani per la Mobilità sostenibile.

3) Sicurezza energetica

Le misure in quest’ambito saranno incentrate sulla riduzione della dipendenza dalle importazioni mediante l’incremento delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica e sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

4) Mercato interno

L’impegno italiano prevede la realizzazione di nuove infrastrutture elettriche e lo sviluppo di interconnessioni con l’estero, in particolar modo con i Paesi vicini (frontiera Nord e Sud-Est europea), ma anche con il Nord Africa. Si punterà anche sullo sviluppo di una rete GNL come fonte di approvvigionamento complementare e all’elaborazione di politiche a favore dell’auto-consumo.

5) Ricerca, innovazione e competitività

Le misure più significative sono costituite da dei fondi finalizzati al progresso della ricerca e dello sviluppo, tra i quali: Fondo per la Ricerca di sistema elettrico; Fondo per interventi e misure per lo sviluppo tecnologico e industriale; Fondo per lo sviluppo del capitale immateriale.

Gli obiettivi energia e clima che l’Italia si è posta per il 2030 sono riassunti nella seguente tabella:

 

energia

4. Link utili

- Consiglio dell’Unione europea

https://www.consilium.europa.eu/it/council-eu/configurations/tte/

- Parlamento europeo – Commissione parlamentare “Industria, ricerca e energia” (ITRE Committee)

https://www.europarl.europa.eu/committees/it/itre/home.html

- Commissione europea - DG ENER (Energia)

https://ec.europa.eu/energy/en

- Ministero dello sviluppo economico – Energia

https://www.mise.gov.it/index.php/it/energia

 

 


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