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Libera circolazione dei Beni e dei Servizi

 

Libera circolazione dei Beni e dei Servizi

Libera circolazione dei beni: la vigilanza sul mercato dei prodotti


L’eliminazione delle barriere

In linea con quanto preannunciato nella propria Strategia per il Mercato Unico Digitale, la Commissione Europea ha presentato il 26 maggio 2016 un pacchetto di misure riguardanti il commercio elettronico.Tra tali misure, l’Esecutivo UE ha adottato il regolamento per porre fine ai blocchi ingiustificati, entrato in vigore il 23 marzo 2018 e applicabile dal 3 dicembre 2018.

Il regolamento mira ad impedire forme ingiustificate di restrizione territoriale (“geo-blocking”), basate sulla nazionalità o la residenza dei consumatori. L’obiettivo è quello di consentire agli utenti un migliore accesso ai beni e ai servizi all’interno del Mercato Unico. Sebbene l’articolo 20(2) della Direttiva 2006/123/CE (Direttiva Servizi) preveda già un principio di non discriminazione, continuano infatti a verificarsi trattamenti differenziati per gli utenti che effettuano acquisti online in uno Stato Membro diverso da quello dove risiedono.

Il regolamento vieta in particolare il blocco all’accesso ai siti web e ad altre interfacce per gli utenti residenti nei Paesi dell’Unione Europea, impedendo, inoltre, il “dirottamento” verso altre versioni dello stesso sito in base allo Stato di residenza (rerouting) senza l’esplicito consenso del consumatore.

Pur non regolamentando specificamente la determinazione dei prezzi (pricing), le norme consentirebbero inoltre ai fornitori di decidere le condizioni generali di accesso ai loro beni o servizi (inclusi dunque i prezzi) solo qualora tali condizioni siano determinate in maniera non discriminatoria in relazione alla nazionalità, residenza o luogo di stabilimento dei consumatori. Ulteriori divieti sono imposti, infine, anche alle discriminazioni in base alle forme di pagamento.

Il divieto di blocchi geografici costituisce quindi un elemento fondamentale nella strategia per il mercato unico digitale. I cittadini europei non dovranno più preoccuparsi del fatto che un sito web li blocchi o li reindirizzi su un altro sito solo perché sono di un altro paese (o lo è la loro carta di credito) e potranno accedere a beni e servizi online ovunque si trovino nell'UE. Nel 2015 un'indagine della Commissione ha riscontrato che solo il 37% dei siti web permetteva ai clienti transfrontalieri di giungere alla fase finale prima di completare l'acquisto inserendo i dati di pagamento.

Il regolamento sui blocchi geografici fa parte di una serie più ampia di misure intese a promuovere il commercio elettronico nel mercato unico, come il regolamento rivisto sulla cooperazione per la tutela dei consumatori e le nuove norme sui servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi, sui contratti digitali e sull'IVA per il commercio elettronico.

 

Libera circolazione dei servizi: il mutuo riconoscimento delle qualifiche professionali

Sotto la Presidenza irlandese, nel primo semestre 2013, è stato conseguito un accordo in prima lettura con il Parlamento europeo sulla modifica della Direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali.

Presentata dalla Commissione nel mese di dicembre 2011, tale riforma costituisce una delle “dodici leve” inserite nel primo Atto per il Mercato Unico ed è finalizzata a ridurre gli ostacoli alla mobilità dei lavoratori all’interno dell’Unione Europea. L’adozione della proposta era stata più volte sollecitata dal Consiglio Europeo, con l’obiettivo di rendere il sistema delle qualifiche professionali coerente con le esigenze di mobilità professionale manifestate soprattutto dai giovani.

Le nuove disposizioni – recepite a gennaio 2016 - consentono, tra l’altro, una semplificazione delle procedure di riconoscimento, in particolare mediante l’introduzione della “tessera professionale europea”, già in vigore, e di un “quadro comune di formazione”.

La tessera professionale europea (European Professional Card, EPC) è strettamente collegata alle iniziative relative alla Strategia per il Mercato Unico, con lo scopo di facilitare la mobilità dei lavoratori all’interno dell’UE tramite un processo di riconoscimento più semplice delle loro competenze professionali. Si tratta di un certificato elettronico rilasciato tramite una procedura online a livello europeo che, per il momento, è effettivo per le seguenti categorie professionali: infermieri, ingegneri, farmacisti, fisioterapisti, agenti immobiliari e guide di montagna. E’ prevedibile una futura estensione ad ulteriori categorie professionali.

Nel corso dell’impegnativo e delicato negoziato avviato ad inizio 2012 e concluso a giugno 2013, la posizione italiana si è costantemente indirizzata verso la riduzione degli ostacoli alla mobilità dei professionisti tra gli Stati Membri, nel quadro di meccanismi di vigilanza a tutela del consumatore, riferite tra l’altro al tema delle prestazioni professionali a carattere stagionale e ai requisiti minimi di esperienza professionale. E’ stata, altresì, introdotta su iniziativa italiana una disposizione per i medici che si sono specializzati dopo il 31 dicembre del 1983 e prima del 1° gennaio 1991, in modo da consentire il riconoscimento della loro specializzazione in tutti gli Stati Membri.

Link utili:

Commissione europea

Parlamento europeo

 


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