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Appalti Pubblici

 

Appalti Pubblici

Le tre direttive del “pacchetto appalti”

La Commissione europea il 20 dicembre 2011 ha presentato tre proposte di Direttiva finalizzate ad una modernizzazione degli appalti pubblici nell’Unione europea, in linea con il primo Atto per il Mercato Unico (SMA I). Due delle tre proposte presentate sostituiscono le direttive sugli appalti pubblici nei settori ordinari (Direttiva 2004/18/CE) e nei settori speciali (Direttiva 2004/17/CE). La terza Direttiva, invece, disciplina il settore delle concessioni, in precedenza regolamentato solo parzialmente a livello europeo.

L’obiettivo è stato quello di semplificare le procedure, favorire l’accesso agli appalti alle piccole e medie imprese, migliorare la “qualità” degli appalti pubblici tenendo maggiormente in considerazione i criteri sociali e ambientali nell’aggiudicazione, rendere più efficaci gli strumenti per contrastare i conflitti di interesse e la corruzione.

Il negoziato legislativo è stato avviato sotto la Presidenza danese a gennaio 2012 ed è proseguito sotto le successive Presidenze cipriota ed irlandese. La Presidenza lituana ha successivamente concluso il negoziato per l’adozione in prima lettura. Il Parlamento Europeo ha infatti votato nel gennaio 2014, mentre a febbraio 2014 il voto del Consiglio ha concluso la procedura legislativa.

Per l’Italia il nuovo quadro legislativo sugli appalti pubblici costituisce uno strumento nel quadro delle misure di rilancio della crescita e dell’occupazione in Europa. Le nuove direttive si basano su una visione di fondo in cui i principali attori, in particolare le pubbliche amministrazioni, dovranno svolgere un ruolo di impulso nelle procedure al fine di promuovere l’innovazione e il raggiungimento degli obiettivi strategici europei.

In particolare, la riforma degli appalti pubblici ha introdotto nuovi elementi in quattro aree principali:

- maggiore efficienza, più eProcurement e una partecipazione più facile per le PMI;

- la modernizzazione dei servizi pubblici e la riduzione degli oneri amministrativi;

- attenzione particolare alle sfide sociali attraverso nuove opportunità per le autorità pubbliche di stimolare l'eco-innovazione utilizzando nuovi criteri di aggiudicazione nei bandi di gara;

- la creazione di una cultura di integrità e correttezza attraverso la creazione di un quadro adeguato per la pubblicazione e valutazione preventiva delle offerte, e tecniche chiare e imparziali.

Il pacchetto sugli appalti pubblici contribuisce anche al programma della Commissione #REFIT Better Regulation. Le regole esistenti sono state semplificate, aumentando l'efficienza del sistema degli appalti pubblici a livello europeo.

Un testo più ambizioso su alcuni temi di rilievo, in linea con le proposte iniziali presentate dalla Commissione e con alcuni emendamenti formulati dal Parlamento Europeo sostenuti dall’Italia, avrebbe potuto fornire un impulso ancora maggiore all’occupazione ed alla riduzione dei costi: reciprocità con i Paesi Terzi per favorire un più agevole accesso ai mercati esteri da parte delle imprese UE; rafforzamento ulteriore (ed armonizzato) dei sistemi nazionali di controllo sugli appalti; estensione dell’utilizzo delle procedure elettroniche. L’Italia, attraverso la Legge 28 Gennaio 2016, n.11 (entrata in vigore il 13/02/2016), ha recepito le tre direttive del pacchetto, mantenendo fermi gli obiettivi di semplificazione e trasparenza delle procedure che ne hanno inizialmente ispirato i contenuti.

Le tre nuove Direttive (2014/23/UE; 2014/24/UE e 2014/25/UE) sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 28 marzo 2014 e le disposizioni in esse contenute sono state recepite dagli Stati Membri (con alcune deroghe) entro aprile 2016.

La fatturazione elettronica

Il 26 giugno 2013 la Commissione Europea ha presentato una proposta di Direttiva concernente l’istituzione di uno standard europeo di fatturazione elettronica per il settore degli appalti pubblici.

I paesi dell'UE e la Commissione hanno infatti deciso di introdurre uno standard europeo per la fatturazione elettronica in risposta ai molti formati di fatture elettroniche utilizzati nell'UE. Questi diversi formati causano un'inutile complessità e alti costi per le imprese e gli enti pubblici. Ad avviso dell’esecutivo UE, infatti, la fatturazione elettronica rappresenta un passo importante verso un’amministrazione pubblica senza carta in Europa, una delle priorità dell’Agenda digitale, ed offre considerevoli vantaggi economici e ambientali. Sulla base delle stime effettuate, la fatturazione elettronica negli appalti pubblici in tutta l’UE potrebbe generare risparmi annui tra 1,5 e 2,3 miliardi di euro.

La Commissione ha proposto la creazione di uno standard europeo per la fatturazione elettronica, la cui elaborazione sarà affidata al Comitato di standardizzazione europeo (CEN). Il termine di recepimento della direttiva 2014/55/UE sulla fatturazione elettronica nelle leggi nazionali degli stati membri era il 27 novembre 2018. Le autorità pubbliche di tutta l'UE sono quindi adesso in grado di elaborare le fatture elettroniche rispettando lo standard europeo.

La Commissione Europea supporta la fatturazione elettronica attraverso il Connecting Europe Facility (CEF) eInvoicing Building Block. CEF eInvoicing offre attualmente sessioni di formazione in loco e workshop per il settore pubblico e privato, webinar di supporto e un ambiente di lavoro dedicato alle parti interessate. Nell'ambito del Meccanismo per collegare l'Europa (CEF), sono poi disponibili vari finanziamenti UE per sostenere le attività di fatturazione elettronica. Ogni anno, vengono lanciate delle call for grants per selezionare progetti che possono utilizzare il denaro dell'UE per aggiornare e implementare soluzioni di fatturazione elettronica.

L’Italia ha sostenuto la proposta della Commissione, mirata a velocizzare le procedure e ridurre i costi, suggerendo nel corso del negoziato modifiche per semplificare l’attuazione da parte delle amministrazioni ed evitare potenziali contraddizioni con la legislazione vigente, in particolare in materia di IVA.

Il D.lgs. n. 148/2018 ha recepito la Direttiva europea 55/2014, la quale prevede che le amministrazioni aggiudicatrici ricevano ed elaborino fatture elettroniche conformemente allo standard europeo sulla fatturazione elettronica nell’ambito degli appalti pubblici. Il decreto recepisce le regole tecniche dello standard europeo e le integra con la disciplina tecnica nazionale. Il Sistema di Interscambio supporta il formato europeo e fornisce un servizio di traduzione che consente alle stazioni appaltanti di ricevere le fatture europee insieme alla loro traduzione nel formato nazionale. Inoltre, secondo quanto già previsto dalla direttiva, si stabilische che le disposizioni del decreto legislativo non potranno costituire pregiudizio per l’applicazione delle disposizioni in materia di IVA (2006/112/CE).

Recentemente, l’Agenzia delle entrate, nel ruolo di gestore del Sistema di Interscambio, ha pubblicato l’aggiornamento (versione 2.0) delle “Regole tecniche relative alla gestione delle fatture di cui all’art. 3, comma 1, d.lgs 148/2018” conformi allo standard europeo nell’ambito degli appalti pubblici, in vigore dal 1° luglio 2021. L’aggiornamento delle Regole tecniche introduce nuovi elementi per gestire secondo lo standard europeo alcune informazioni specifiche nel contesto fiscale italiano come: split-payment, imposta di bollo, ritenuta d’acconto e cassa previdenziale.

Link utili:

Commissione europea

 

 


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