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Politica di Coesione

 

Politica di Coesione

I Fondi strutturali e la Politica di coesione

I Fondi Strutturali - Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), Fondo Sociale Europeo (FSE+), Fondo di Coesione e Fondo per una transizione giusta (JTF) - sono impiegati per attuare la Politica di coesione per il periodo 2021-2027, in coerenza con il Titolo XVII, Coesione economica, sociale e territoriale (artt 174-178) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).

Il ruolo della Rappresentanza permanente nell’ambito della Politica di coesione è di partecipare alla fase ascendente di formazione della normativa comunitaria in sede del Consiglio dell’Unione Europea.

A livello europeo, tutte le istanze nazionali che riguardano la Politica di coesione vengono esaminate dal gruppo di lavoro "Misure strutturali e regioni ultraperiferiche"- SMOR, e, una volta adottate, sottoposte successivamente all’esame del COREPER II e del Consiglio dell’Unione europea.

Al fine di veicolare la posizione nazionale nell’ambito del processo di discussione e formazione delle Politiche di coesione, la Rappresentanza svolge un costante confronto sia con le Istituzioni europee (Commissione europea, Parlamento europeo e Comitato europeo delle Regioni), sia con Dipartimento delle politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che riveste il ruolo di coordinamento nazionale e regionale per la politica di coesione.


Programmazione dei Fondi strutturali 2021-2027 in Italia

Il confronto con la Commissione europea per l’adozione dei Regolamenti sui Fondi strutturali è iniziato nel maggio 2018, sotto la Presidenza Bulgara, e si concluso nel 2021, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE del il 30 giugno 2021: (Reg. (UE) 2021/1060 Disposizioni comuni; Reg. (UE) 2021/1058 FESR e FC; Reg. (UE) 2021/1057 FSE+; Reg. (UE) 2021/1056 JTF; Reg. (UE) 2021/1059 «Cooperazione territoriale europea» (Interreg))

Con la Decisione di Esecuzione della Commissione C (2022) 4787 del 15 luglio 2022 è stato approvato l'Accordo di Partenariato 2021-2027 dell’Italia, che è il documento di orientamento strategico per la programmazione dei fondi strutturali e che indirizza la programmazione e l’attuazione dei Programmi italiani.

La Programmazione 2021-2027 in Italia prevede la realizzazione di Programmi operativi cofinanziati con il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e con il Fondo sociale europeo plus (FSE+), per l’attuazione di 38 Programmi operati regionali (POR) e 9 Programmi operativi nazionali (PON), mentre il Fondo per una transizione giusta (JTF) cofinanzia un unico Programma nazionale “Just Transition Fund Italia". A questi si aggiungono altri 19 Programmi nell’ambito dell’obiettivo della Cooperazione Territoriale (CTE).

Le risorse 2021-2027 per i fondi strutturali a valere sul bilancio UE sono pari a 43,1 miliardi di euro, comprensive di quelle destinate al JTF e alla CTE.

Complessivamente, considerando il cofinanziamento nazionale, l’Italia può contare, per la programmazione dei fondi strutturali 2021-2027, su un totale di 75,3 miliardi di euro.


Programmazione dei Fondi strutturali 2014-2020 in Italia

Per il ciclo di programmazione dei fondi strutturali 2014-2020, la cui chiusura è prevista il 31 dicembre 2023, sono in fase di attuazione e chiusura 51 Programmi Operativi: 39 Programmi regionali (POR) e 12 Programmi nazionali (PON). A questi si aggiungono 10 Programmi nell’ambito dell’obiettivo della Cooperazione Territoriale Europea.

Nel 2020, il ciclo di programmazione 2014-2020 è stato coinvolto nell’attuazione delle misure eccezionali in risposta alla Crisi pandemica del COVID-19, tra cui le iniziative di investimento Coronavirus Response Investment Initiative (CRII) e Coronavirus Response Investment Initiative PLUS (CRII+), che hanno introdotto un'eccezionale flessibilità nell'uso dei fondi strutturali a supporto degli investimenti anticrisi. Successivamente, anche a seguito della crisi causata dal conflitto in Ucraina, nel 2022, sono state adottate ulteriori misure di flessibilità, Cohesion’s Action for Refugees in Europe (CARE e CARE II), per il sostegno all’emergenza migratoria e agli effetti socio-economici derivanti dal conflitto.

 


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