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Consiglio Agricoltura e Pesca

 

Consiglio Agricoltura e Pesca

Una sessione del Consiglio Agricoltura e Pesca

Il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea per l’agricoltura e la pesca ha il compito di realizzare gli obiettivi dell'UE in materia.

Riunisce i Ministri responsabili per l’agricoltura e la pesca degli Stati Membri dell’UE sotto la Presidenza di turno e vede la partecipazione del Commissario europeo all’Agricoltura, nonché, ove necessario ai sensi dell’agenda dei lavori, del Commissario alla Salute per la parte di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, nonché del Commissario alla Pesca.
Il Consiglio Agrifish si riunisce di norma una volta al mese. Inoltre, ogni Presidenza di turno organizza una riunione informale dei Ministri dell’Agricoltura.

Gli aspetti organizzativi della partecipazione al Consiglio Agricoltura da parte del Ministero sono curati dalla Rappresentanza Permanente in sinergia con l’Ufficio del Consigliere Diplomatico del Ministero.

L’agenda del Consiglio varia in funzione delle priorità della Presidenza, dallo stato di avanzamento dei dossier legislativi e delle eventuali esigenze degli Stati Membri. Alla parte Agricoltura, che discute all’ordine del giorno le tematiche agricole e, se del caso, quelle di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, può affiancarsi, se necessario, una parte Pesca

In via eccezionale rispetto alle normali procedure di preparazione dei Consigli sulle politiche settoriali, contribuiscono alla definizione dei punti in agenda al Consiglio Agrifish due diverse filiere:

• I dossier legislativi agricoli, in particolare quelli afferenti alla Politica Agricola Comune, vengono trattati prima in gruppo di lavoro e poi nel Comitato Speciale Agricoltura (CSA) che si riunisce circa una volta a settimana, di norma il lunedì, per preparare i lavori del Consiglio AGRIFISH. Alle riunioni del CSA è designato un portavoce e vi partecipano anche i funzionari responsabili del settore agricolo delle rispettive Rappresentanze Permanenti coadiuvati, se del caso, da esperti provenienti dalle capitali.

• I temi relativi alle foreste, alla pesca, alla salute delle piante ed il benessere degli animali sono invece discussi nei gruppi di lavoro del Consiglio per poi essere trattati dal COREPER I, che prepara i lavori del Consiglio AGRIFISH su questi temi.

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Il Consiglio Agricoltura e Pesca - parte AGRICOLTURA

1. Obiettivi generali dell’azione dell’UE nel settore

L’attuazione della Politica agricola comune è la finalità centrale dell’attività UE in materia di agricoltura.
Gli articoli 38-44 del Testo di Funzionamento dell’Unione Europea rappresentano la base giuridica della Politica Agricola Comune (PAC).
Accanto agli obiettivi specifici della PAC stabiliti dall’art 39 (incrementare la produttività dell’agricoltura, assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola, stabilizzare i mercati, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori), numerose disposizioni del trattato aggiungono altri obiettivi applicabili all’insieme delle politiche e azioni della Ue, inclusa l’agricoltura (promozione di un elevato livello occupazionale, tutela dell’ambiente nella promozione dello sviluppo sostenibile, protezione dei consumatori, protezione della salute umana, ecc).
L’art 207 stabilisce inoltre i principi della politica commerciale comune applicabile agli scambi di prodotti agricoli.

Il mandato del Commissario agricoltura per il periodo 2019-2024 sarà incentrato sulla conclusione del negoziato per una PAC post-2020 che sia ambiziosa sul fronte della sicurezza alimentare e degli obiettivi climatico-ambientali, che tenga conto del ruolo delle nuove tecnologie ed assicuri la competitività del settore, entrate ragionevoli e sostegno ai giovani agricoltori.
La filiera agricoltura della Commissione è quindi chiamata a contribuire alla messa a punto di una Strategia per l’alimentazione sostenibile (Farm to Fork), al rafforzamento del sistema di indicazioni geografiche, allo sviluppo di una visione di lungo termine per le aree rurali ed alla promozione degli standard qualitativi delle produzioni alimentari europee all’estero.

2. Politica Agricola Comune

Il budget per l’attuale PAC per il periodo 2014-2020 ammonta a circa 408 miliardi di euro, equivalenti al 36% della dotazione finanziaria dell’UE. Per l’Italia la PAC vale oltre 40 miliardi di euro, di cui 26 miliardi di pagamenti diretti, circa 4 miliardi per le misure di mercato (ovvero tutte quelle misure per favorire l’aggregazione dell’offerta e difendere produzioni specifiche quali ortofrutta, vino, miele, ecc) e 10,5 miliardi per lo sviluppo rurale (cioè gli obiettivi di competitività, innovazione, ricambio generazionale, gestione del rischio, azioni per l’ambiente e per il clima). Oltre 7 milioni di agricoltori europei sono beneficiari della PAC, di cui quasi 1 milione in Italia.

Nella proposta della Commissione per il budget PAC 2021-2027, la rubrica agricola, secondo le stime della Commissione a prezzi correnti (quindi senza tener conto dell’inflazione), subirebbe una decurtazione del 5% circa (4,6%). L’incidenza della PAC sul budget complessivo dell’Unione scenderebbe dunque dal 36% al 29% del budget.

Il taglio previsto per i pagamenti diretti è pari al -3,9%. In ogni caso, il taglio è anche influenzata dalla cosiddetta “convergenza esterna dei pagamenti diretti” tra gli Stati Membri, ovvero del principio per cui occorre ridurre la differenza dei pagamenti per ettaro tra diversi Stati Membri. E’ un principio che l’Italia contesta in quanto non in linea con gli obiettivi dei trattati e della PAC stessa (ad esempio ridurre il differenziale tra reddito medio nazionale e reddito agricolo, che in Italia è certamente superiore a quello di alcuni Paesi dell’est). Qualora la proposta finanziaria venisse confermata, la perdita sullo sviluppo rurale sarebbe ancor più significativa, pari a oltre il 15% rispetto all’attuale budget.

La novità più rilevante della PAC post 2020 è il regolamento per il Piano strategico PAC. La proposta prevede che ogni Stato membro predisponga un Piano Strategico Nazionale per tutti gli interventi della PAC, estendendo così la programmazione strategica oggi riservata solo alle misure di Sviluppo Rurale (II pilastro) anche ai Pagamenti Diretti ed alle misure di mercato (I pilastro). Tale Piano dovrà essere redatto dallo Stato membro in conformità alle regole ed agli obiettivi dell’UE e sarà sottoposto all’approvazione della Commissione. In linea di principio, sarebbe ancora possibile gestire il I pilastro a livello nazionale ed il II pilastro a livello regionale, ove ritenuto opportuno a seguito dell’analisi SWOT (l’acronimo viene dalle iniziali di Strenghts/Weaknesses/Opportunities/Threats) e dei fabbisogni, assicurando coerenza nazionale nel raggiungimento degli obiettivi strategici fissati.

Tale sistema potrebbe garantire un maggior rispetto del principio di sussidiarietà a favore degli Stati membri, al prezzo tuttavia di un prevedibile aumento della complessità amministrativa e di gestione. Gli Stati membri dovranno designare un’unica Autorità di Gestione nazionale responsabile dell’attuazione e della gestione di tutto il Piano Strategico, ma sarà possibile designare organi intermedi (Intermediate Bodies) anche a livello regionale. Nella predisposizione del Piano Strategico, inoltre, è previsto che gli Stati membri adottino criteri ambiziosi nel fissare gli obiettivi climatico-ambientali.

Tra i temi più rilevanti della riforma in negoziato si segnalano:

Sostegno al reddito degli agricoltori. E’ previsto: il mantenimento dei pagamenti agli agricoltori basati sull’attuale sistema dei “titoli all’aiuto” (cd. pagamento di base); un pagamento redistributivo per le aziende medio-piccole; la possibilità di mantenere aiuti accoppiati alla produzione. Gli aiuti beneficeranno i cosiddetti “genuine farmers”, così come saranno definiti dagli Stati membri secondo criteri prefissati.

Riduzioni dei pagamenti. Alcune disposizioni della proposta prevedono la riduzione del totale dei pagamenti diretti dovuti agli agricoltori. E’ il caso delle aliquote a scaglioni, previste a partire dai 60.000 €, per contenere i pagamenti alle aziende più estese, nonché del capping (tetto massimo dei pagamenti) per gli importi superiori a 100.000 €. Tali questioni dovranno in ogni caso essere affrontate a livello di negoziato QFP.

Maggiore sostenibilità ambientale. In linea con gli accordi di Parigi COP21 e con l’impegno della UE in materia ambientale, si prevede una particolare attenzione per le misure climatico-ambientali. Dagli attuali impegni di condizionalità e pagamenti greening si passerà al rispetto di una “condizionalità rafforzata” ed all’obbligo per gli Stati membri di prevedere schemi ecologici nei Pagamenti Diretti in aggiunta alle misure agroambientali previste nello Sviluppo Rurale.

Mantenimento delle misure di mercato. E’ previsto il mantenimento delle misure relative ai programmi operativi per ortofrutta, olio d’oliva, miele, settore vitivinicolo, nonché per altri settori a scelta nei limiti del 3% della dotazione finanziaria per lo Stato membro.


3. Link utili

- Consiglio dell’Unione europea
https://www.consilium.europa.eu/it/council-eu/configurations/agrifish/

- Parlamento europeo – Commissione parlamentare “Agricoltura e sviluppo rurale” (AGRI Committee)
https://www.europarl.europa.eu/committees/it/agri/home.html

- Commissione europea - DG AGRI (Agricoltura e sviluppo rurale)
https://ec.europa.eu/agriculture/index_en

- Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/202


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Il Consiglio Agricoltura e Pesca - parte PESCA

Il Consiglio Agrifish – Parte pesca ha il compito di realizzare gli obiettivi dell'UE nel settore: preservare gli stock ittici, tutelare l’ambiente marino, garantire la solidità economica della flotta, fornire prodotti alimentari di qualità, assicurare che le attività della pesca e dell’acquacoltura siano sostenibili nel lungo termine dal punto di vista ambientale (sulla base di pareri scientifici attendibili) e siano gestite in modo coerente con gli obiettivi relativi ai benefici economici, sociali ed occupazionali da raggiungere.

Il Consiglio riunisce i Ministri responsabili della Pesca degli Stati Membri dell’UE e contribuisce a realizzare gli obiettivi dell'UE nel settore; partecipa alle sessioni anche il Commissario europeo alla Pesca.

Il Consiglio AGRIFISH – parte Pesca adotta, insieme al Parlamento europeo (Commissione PECH e Plenaria) e sulla base della procedura legislativa ordinaria, gli atti legislativi relativi al perseguimento degli obiettivi della politica comune della pesca (PCP). Adotta poi, su proposta della Commissione, i totali ammissibili di catture (TAC) ed i contingenti annuali per ciascuna specie, nonché la ripartizione delle possibilità di pesca. A livello di Consiglio si discutono i piani pluriennali di gestione della pesca e altre misure di conservazione, ad esempio misure tecniche e crescita blu. Inoltre, il Consiglio svolge un ruolo importante nella negoziazione e conclusione di accordi internazionali di pesca tra l'UE e Paesi terzi (bilaterali) e tra l’UE e le organizzazioni internazionali (multilaterali). Il Consiglio, infatti, ha la responsabilità di assegnare il mandato per i negoziati, di firmare gli accordi a nome dell'UE e di adottare la decisione finale che recepisce gli accordi nel diritto dell'UE.

La nuova Politica comune della Pesca adottata nel 2013 prevede alcuni punti particolarmente significativi: una gestione pluriennale basata sugli ecosistemi; la fissazione del rendimento massimo sostenibile (MSY) come obiettivo principale per le attività di pesca; il divieto di effettuare rigetti; l’adattamento delle capacità di pesca delle flotte alle opportunità di pesca; la tutela; la promozione dell’acquacoltura sostenibile; l’aumento della raccolta e della condivisione dei dati sugli stock, le flotte e l’impatto delle attività di pesca; l’aggiornamento delle misure tecniche.

La sfida centrale è quella di rendere la pesca più sostenibile dal punto di vista ambientale e più redditizia sul piano economico, affrontando al tempo stesso problemi come lo sfruttamento eccessivo e la sovraccapacità della flotta. La tutela dei mari e degli oceani è fondamentale per garantire un giusto equilibrio ambientale, nel rispetto degli impegni assunti dall’Unione europea in materia di neutralità climatica. Il settore della pesca e dell’economia blu saranno parte integrante del “European Green Deal” per realizzare le ambizioni climatiche della UE. Nel corso del mandato 2019-2024 la Commissione proseguirà gli sforzi messi in campo per la gestione degli stock ittici in modo sostenibile, continuando a combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. Si lavorerà inoltre per rafforzare il sistema di tracciabilità dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura e per sviluppare un nuovo approccio per una economia blu sostenibile a supporto delle comunità costiere.

1. L’organizzazione

La preparazione della partecipazione al Consiglio AGRIFISH - parte “Pesca” del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, è curata dalla Rappresentanza Permanente in sinergia con la Direzione generale della Pesca marittima e con l’Ufficio del Consigliere diplomatico del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Le sessioni si svolgono generalmente una volta al mese e a dicembre di ogni anno si decidono e fissano le possibilità di pesca per l’intera flotta europea.
La preparazione in sede tecnica del Consiglio AGRIFISH avviene tramite il gruppo di lavoro “Politica interna ed esterna della pesca” del Consiglio.

Tutti gli atti licenziati dal gruppo di lavoro vengono esaminati dal Comitato dei Rappresentanti Permanenti (COREPER I) prima di essere trasmessi al Consiglio Agrifish – parte Pesca.

2. Principali provvedimenti legislativi adottati durante il ciclo istituzionale 2014-2019

Regolamento (UE) 2019/1022 del Parlamento e del Consiglio del 20 giugno 2019 che istituisce un piano pluriennale per le attività di pesca che sfruttano gli stock demersali nel Mar Mediterraneo occidentale.
L'obiettivo della norma è rivitalizzare gli stock depauperati e garantire la sostenibilità ambientale e socioeconomica della pesca in tale area.

Regolamento (UE) 2019/1241 del Parlamento e del Consiglio del 20 giugno 2019 relativo alla conservazione delle risorse della pesca e alla protezione degli ecosistemi marini attraverso misure tecniche.
Le misure tecniche sono un'ampia serie di norme che disciplinano modalità, tempi e luoghi della pesca per tutti i bacini marittimi europei. Le misure adottate riguardano questioni quali il prelievo e lo sbarco delle risorse della pesca, gli attrezzi da pesca e le dimensioni di maglia, le zone di divieto e le stagioni di chiusura. Il loro obiettivo è ridurre al minimo l'impatto delle attività di pesca sull'ecosistema marino e sull'ambiente, ma anche avvicinare la semplificazione e il processo decisionale ai pescatori e alle comunità costiere attraverso una maggiore regionalizzazione.

3. Principali provvedimenti in sospeso

Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e modifica del Regolamento (UE) N. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio.
Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i Regolamenti (CE) n. 1224/2009, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 1967/2006 e (CE) n. 1005/2008 del Consiglio e il Regolamento (UE) 2016/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i controlli nel settore della pesca.

4. Link utili

- Consiglio dell’Unione europea
https://www.consilium.europa.eu/it/council-eu/configurations/agrifish/

- Parlamento europeo – Commissione parlamentare “Pesca” (PECH Committee) https://www.europarl.europa.eu/committees/it/pech/home.html

- Commissione europea - DG MARE (Affari marittimi e Pesca)
https://ec.europa.eu/fisheries/home_en

- Ministero politiche agricole alimentari e forestali – Pesca e acquacoltura
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/311


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Il Consiglio Agricoltura e Pesca – Parte SANITA' PUBBLICA VETERINARIA E SICUREZZA ALIMENTARE 

L’area della sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare, trattata a livello europeo dalla formazione consigliare AGRIFISH e dalla Commissione ENVI del Parlamento Europeo, afferisce invece a livello nazionale alle competenze del Ministero della salute.

1. Obiettivi generali dell’azione dell’UE nel settore

Gli obiettivi della politica europea di sicurezza alimentare sono duplici: da un lato, proteggere la salute umana e gli interessi dei consumatori e, dall’altro, favorire il corretto funzionamento del mercato unico europeo. Di conseguenza, l’Unione europea provvede affinché siano definite e rispettate norme di controllo nei settori dell’igiene dei prodotti alimentari e dei mangimi, della salute animale e vegetale e della prevenzione della contaminazione degli alimenti da sostanze esterne. L’UE disciplina altresì l’etichettatura dei generi alimentari e dei mangimi.

Nella lettera di incarico alla Commissaria alla Salute, Stella Kiriakides, la Presidente Ursula von der Leyen ha in particolare conferito alla filiera salute la leadership per lo sviluppo di una nuova strategia integrata “dal campo alla tavola” per assicurare un sistema di produzione alimentare sostenibile.

L’approccio “dal campo alla tavola” non è del tutto nuovo, anzi è stata la chiave del successo che ha guidato la riforma della sicurezza alimentare, lanciata con il Libro Bianco sulla sicurezza alimentare del 2000 e culminata con l’emanazione dei Regolamenti del “Pacchetto Igiene” tra il 2002 e il 2005.

Ora lo stesso concetto di approccio integrato è impiegato per declinare una nuova visione strategica che anziché alla sicurezza si applicherà alla sostenibilità dei sistemi alimentari e coinvolgerà in maniera traversale diversi servizi e direzioni generali della Commissione europea.

2. Principali provvedimenti legislativi adottati durante il ciclo istituzionale 2014-2019

Principali provvedimenti legislativi adottati durante il ciclo istituzionale 2014-2019

Durante il suo mandato la Commissione Junker è riuscita nell’intento di portare a termine un notevole lavoro di riforma e modernizzazione della sicurezza della catena alimentare, centrando in particolare l’obiettivo di stabilire quadri regolatori a carattere orizzontale. In particolare ha portato a termine tutte le proposte legislative previste dal “Pacchetto sulla sanità animale e vegetale”, strategia lanciata nel 2013 per modernizzare e semplificare le norme sanitarie lungo tutta la filiera agroalimentare, che si è concretizzata con la pubblicazione di 4 regolamenti:

 

Regolamento UE 2016/429 sulla salute animale.

Un solo atto sostituisce i circa 50 precedenti atti legislativi distinti che regolamentavano la prevenzione, la sorveglianza e il controllo delle diverse malattie infettive animali, l’importazione e i movimenti intracomunitari di animali vivi e prodotti di origine animale, la registrazione degli stabilimenti che detengono animali vivi e le anagrafi zootecniche.

Regolamento UE 2017/625 sui controlli ufficiali.

Stabilisce un quadro comune per la conduzione dei controlli ufficiali svolti dalle autorità competenti per verificare il rispetto delle norme in materia di alimenti e mangimi, salute e benessere degli animali, sanità delle piante e prodotti fitosanitari.

Regolamento UE 2014/652 quadro finanziario comune.

Fissa le disposizioni per la gestione, dal bilancio generale dell’Unione europea, delle spese destinate a finanziare misure di emergenza nel campo della sanità animale e delle piante e programmi di eradicazione lotta e sorveglianza delle malattie animali, vegetali e zoonosi.

Regolamento UE 2016/2031 sulle misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante.

Introduce un quadro comune per tutelare la salute delle piante dagli organismi nocivi.

Anche le proposte contenute nel “Pacchetto medicinali veterinari” si sono concluse con la pubblicazione dei rispettivi regolamenti ed in particolare:

Regolamento UE 2019/6 sui medicinali veterinari, che abrogando la direttiva 2001/82/CE, punta ad aumentare la disponibilità di farmaci veterinari sul mercato europeo, anche per la specie minori e stabilisce regole più rigide per implementare la lotta alla resistenza antimicrobica.

Regolamento UE 2019/4 sui mangimi medicati, che modernizza il quadro normativo relativo alla fabbricazione, all’immissione sul mercato e all’utilizzo dei mangimi medicati.

Da ultimo, con il Regolamento UE 2019/1381 che modifica la legislazione alimentare generale si è migliorata la trasparenza e la sostenibilità dell'analisi del rischio dell'Unione nella filiera alimentare.

 

3. Link utili

Commissione europea - DGSANTE

https://ec.europa.eu/info/departments/health-and-food-safety_it

Parlamento Europeo– Commissione parlamentare “Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare” (ENVI Committee)

https://www.europarl.europa.eu/committees/en/envi/home.html

Ministero della salute

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_3_alimenti.html

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_3_animali.html


Fonte foto: Consiglio dell'Unione Europea


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