{"id":903,"date":"2016-01-29T12:59:18","date_gmt":"2016-01-29T11:59:18","guid":{"rendered":"https:\/\/italiaue.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/01\/intervista-al-ministro-paolo-gentiloni\/"},"modified":"2016-01-29T12:59:18","modified_gmt":"2016-01-29T11:59:18","slug":"intervista-al-ministro-paolo-gentiloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italiaue.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/01\/intervista-al-ministro-paolo-gentiloni\/","title":{"rendered":"INTERVISTA AL MINISTRO PAOLO GENTILONI &#8211; DIE PRESSE 27.04.2016"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Gentiloni: \u201cBrennero, no a decisioni unilaterali dell\u2019Austria. Serve cooperazione nella crisi dei profughi\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>\u201cSiamo ben lungi da un\u2019invasione\u201d (Die Presse)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Ministro dell\u2019Interno austriaco Wolfgang Sobotka ha gi\u00e0 annunciato per la fine di maggio controlli ai confini con il Brennero. Come reagir\u00e0 l\u2019Italia ?<\/strong><\/p>\n<p>Qui non si tratta soltanto di un problema bilaterale. L\u2019Austria e l\u2019Italia sono membri di una comunit\u00e0 e questa comunit\u00e0 si chiama Unione Europea. L\u2019UE ha delle regole che vanno rispettate: la chiusura di confini all\u2019interno dello spazio Schengen non pu\u00f2 essere decisa da singoli Stati. Al riguardo, gli accordi UE prevedono condizioni ben precise: la premessa \u00e8 che si tratti di una situazione estrema che comprometta la sicurezza del Paese, oppure di una situazione di emergenza. Le misure devono comunque essere \u201cproporzionali\u201d. Attualmente non esiste nessun fattore esterno che giustificherebbe la chiusura del Brennero: sebbene i flussi migratori attraverso il Mediterraneo verso l\u2019Italia siano intensi, non sono diversi da quelli del 2014 e del 2015 &#8211; siamo ancora ben lungi da un\u2019\u201dinvasione\u201d. Confidiamo che Vienna non prender\u00e0 decisioni unilaterali nei prossimi mesi. E che l\u2019Austria continuer\u00e0 a collaborare strettamente con noi nella crisi dei profughi.<\/p>\n<p><strong>Anche l\u2019Italia potrebbe introdurre controlli ai confini?<\/strong><\/p>\n<p>Non voglio discutere su possibili reazioni e controreazioni, di scenari che in questo momento non sono di attualit\u00e0. Capisco le preoccupazioni austriache e apprezzo lo sforzo compiuto dal vostro Paese per accogliere un numero elevato di richiedenti asilo. Ma, ripeto, serve collaborazione, non decisioni unilaterali. Dovremmo piuttosto riflettere sulla considerevole importanza simbolica, storica ed economica del confine del Brennero in Europa.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Austria giustifica la chiusura del confine con il fatto che l\u2019Italia fa semplicemente passare i profughi verso nord. Quali misure sono previste dall\u2019Italia in questo contesto ?<\/strong><\/p>\n<p>In base alle nostre informazioni attualmente vi sono pi\u00f9 profughi provenienti dall\u2019Austria verso l\u2019Italia che non viceversa. In ogni modo noi abbiamo ottemperato ai nostri obblighi nei riguardi dell\u2019UE: quasi tutti gli hotspots sono attivi. Secondo la Commissione Europa oramai viene registrato il 100% dei profughi che approdano in Italia. Ci aspettiamo che anche altri Paesi comunitari adempiano finalmente ai loro obblighi, ad es. per quanto riguarda la pattuita ripartizione dei profughi dall\u2019Italia e dalla Grecia su altri Paesi UE; molti Stati Membri si rifiutano di accoglierli. Almeno nella sorveglianza delle coste comunitarie abbiamo raggiunto alcuni progressi. Ma non si pu\u00f2 affidare ai soli Paesi di primo arrivo il rimpatrio di migliaia di persone che non hanno titolo di soggiorno e approdano in Grecia, in Italia o altrove. Ci\u00f2 richiede anche un\u2019enorme impegno finanziario e logistico, l\u2019organizzazione di migliaia di voli. Deve essere un impegno comune europeo.<\/p>\n<p><strong>Come possono essere arrestati i flussi di profughi ?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019accordo con la Turchia potrebbe servire come esempio dell\u2019impegno necessario per un accordo con i Paesi africani: i governi di Paesi terzi sicuri quali la Nigeria, il Senegal o la Costa d\u2019Avario vanno convinti, attraverso aiuti finanziari da parte dell\u2019UE, a riammettere i migranti respinti. Essi potrebbero contribuire a fermare i flussi migratori dai loro Paesi. Quei migranti africani che hanno invece diritto all\u2019asilo (ad esempio provenienti da Mali, Eritrea, Somalia) dovranno essere ripartiti nell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p><strong>Roma intende finanziarie il suo programma in materia di migrazioni attraverso crediti comunitari, la Germania \u00e8 contraria.<\/strong><\/p>\n<p>Aumentano nell\u2019UE i pareri positivi sul piano italiano, mi auguro che a breve si giunger\u00e0 a un consenso.<\/p>\n<p><strong>Il Vicepremier del Governo unitario libico ha chiesto che nell\u2019accordo venga inclusa anche la Libia. Ci\u00f2 sarebbe immaginabile ?<\/strong><\/p>\n<p>In futuro, certamente. Oggi non si discute nemmeno sul fatto che i profughi vengano rimandati in Libia dove si sta ancora combattendo e dove il governo controlla soltanto un territorio limitato. L\u2019UE potrebbe presto aiutare &#8211; mediante assistenza umanitaria ed economica e l\u2019addestramento delle forze di sicurezza &#8211; il Premier Fayez Serraj (riconosciuto a livello internazionale) a stabilizzare il Paese. Ci auguriamo che nei prossimi mesi la missione navale dell\u2019UE possa essere autorizzata dal governo di Tripoli a entrare nelle acque libiche al fine di fermare le imbarcazioni dei trafficanti di profughi.<\/p>\n<p><strong>La Nato dovrebbe attivarsi contro questi trafficanti anche al largo della Libia, come nell\u2019Egeo ?<\/strong><\/p>\n<p>Vi sono dei piani di coordinare le Missioni UE e NATO nel Mediterraneo. Se ne \u00e8 discusso positivamente luned\u00ec ad Hannover nell\u2019incontro tra i leader di Stati Uniti, Germania, Italia, Francia e Regno Unito.<\/p>\n<p><strong>Se Schengen non funziona, vale ancora la pena mantenere le disposizioni comunitarie sull\u2019asilo (Trattato di Dublino) ?<\/strong><\/p>\n<p>Le disposizioni possono essere cambiate, ma finch\u00e9 sono in vigore, vanno osservate. Auspichiamo che i regolamenti di Dublino vengano modificati. Schengen potr\u00e0 sopravvivere solo se l\u2019intero peso non gravi esclusivamente sulle spalle di quei paesi che sono i primi ad accogliere i profughi o che sono meta preferita dei richiedenti asilo. Il peso va suddiviso tra tutti i 28 Stati europei.<\/p>\n<p><strong>La crisi dei profughi rappresenta un rischio per il futuro dell\u2019UE ?<\/strong><\/p>\n<p>Oggi c\u2019\u00e8 un rischio per l\u2019Europa non solo a causa della crisi dei profughi, ma anche a causa delle conseguenze della crisi finanziaria e del referendum sull\u2019UE in Gran Bretagna. Bruxelles si \u00e8 attivata solo molto tardi sul tema della migrazione \u2013 solo nell\u2019estate scorsa e su pressione del governo italiano \u00e8 stato varato un piano europeo. L\u2019UE sta ora recuperando il tempo perso. La crisi migratoria \u00e8 iniziata parecchio prima dell\u2019agosto 2015 e non terminer\u00e0 nell\u2019estate del 2016. Non \u00e8 possibile arrestare flussi migratori. Ma \u00e8 possibile gestirli \u2013 mediante la cooperazione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.esteri.it\/mae\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/04\/gentiloni-siamo-ben-lungi-da-un.html\">http:\/\/www.esteri.it\/mae\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/04\/gentiloni-siamo-ben-lungi-da-un.html<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gentiloni: \u201cBrennero, no a decisioni unilaterali dell\u2019Austria. Serve cooperazione nella crisi dei profughi\u201d \u201cSiamo ben lungi da un\u2019invasione\u201d (Die Presse) Il Ministro dell\u2019Interno austriaco Wolfgang Sobotka ha gi\u00e0 annunciato per la fine di maggio controlli ai confini con il Brennero. Come reagir\u00e0 l\u2019Italia ? Qui non si tratta soltanto di un problema bilaterale. 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