{"id":330,"date":"2023-01-13T12:33:30","date_gmt":"2023-01-13T11:33:30","guid":{"rendered":"https:\/\/italiaue.esteri.it\/?page_id=330"},"modified":"2024-02-21T16:22:05","modified_gmt":"2024-02-21T15:22:05","slug":"consiglio-affari-economici-e-finanziari-ecofin","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/italiaue.esteri.it\/it\/litalia-e-lue\/cosa-facciamo\/consiglio-affari-economici-e-finanziari-ecofin\/","title":{"rendered":"Consiglio Affari Economici e Finanziari (ECOFIN)"},"content":{"rendered":"<p>La preparazione della partecipazione del Ministro dell\u2019Economia e delle Finanze al Consiglio dell\u2019Unione europea in materia economica e finanziaria (Economic and Financial Affairs Council &#8211; ECOFIN) \u00e8 curata dagli uffici del Ministero dell\u2019Economia e delle finanze, in sinergia con la Rappresentanza Permanente.<\/p>\n<p>Di consueto nell\u2019arco dell\u2019anno si svolgono undici Consigli, di cui due informali (uno per ciascuno semestre di Presidenza).<\/p>\n<p>In vista delle riunioni del Consiglio ECOFIN, i dossier afferenti il settore economico e finanziario sono preparati dal Comitato Economico e Finanziario (Economic and Financial Committee) e dai gruppi di lavoro del Consiglio: Financial Counsellors Working Group (questioni economiche e monetarie), Budget Committee (bilancio Europeo e coordinamento delle politiche di bilancio nazionali), Working Party on Financial Services and the Banking Union (dossier bancari e finanziari), Working Group on Taxation (questioni fiscali).<\/p>\n<p>Il Comitato e i gruppi di lavoro si riuniscono mediamente una volta al mese; fa eccezione il Working Party on Financial Services and the Banking Union, che si riunisce invece pi\u00f9 volte la settimana sui diversi dossier legislativi ad esso affidati.<\/p>\n<p>Gli atti licenziati dal Comitato e dai gruppi di lavoro vengono sottoposti al COREPER II per l\u2019approvazione in vista dell\u2019esame e dell\u2019adozione da parte del Consiglio ECOFIN.<\/p>\n<p>Dossier in primo piano<\/p>\n<p><strong>1. Attuazione del Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (Recovery and resilience facility, RRF)<\/strong><\/p>\n<p>Lo strumento chiave del Next Generation EU, il Dispositivo per la ripresa e resilienza, \u00e8 stato creato per aiutare i paesi a superare la crisi Covid-19 e costruire le basi per un\u2019economia pi\u00f9 resiliente e inclusiva attraverso la transizione verde e digitale. Le risorse messe a disposizione per gli Stati membri, assegnate attraverso sia finanziamenti a fondo perduto sia prestiti, sono pari a 723,8 miliardi di euro (a prezzi correnti). Il Regolamento sul Dispositivo per la ripresa e la resilienza, dopo un lungo e complesso negoziato a partire dalla proposta della Commissione del 28 maggio 2020, \u00e8 stato pubblicato a febbraio 2021.<\/p>\n<p>Con l\u2019entrata in vigore del Regolamento si \u00e8 dato avvio all\u2019approvazione da parte del Consiglio, dopo la valutazione della Commissione, dei Piani Nazionali di Ripresa degli Stati membri. Il Piano di Ripresa e Resilienza dell\u2019Italia, che prevede una dotazione di risorse pari a 191,5 miliardi, \u00e8 stato approvato nel mese di luglio 2021. E\u2019 seguita la fase dei pre-finanziamenti e dei pagamenti delle tranche previa verifica da parte della Commissione e del Consiglio del conseguimento degli obiettivi e traguardi indicati nei Piani nazionali.<\/p>\n<p>Le informazioni e i documenti aggiornati relativi al Dispositivo per la ripresa e la resilienza sono disponibili sul sito della Commissione europea al link:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/business-economy-euro\/recovery-coronavirus\/recovery-and-resilience-facility_en#the-recovery-and-resilience-facility\">https:\/\/ec.europa.eu\/info\/business-economy-euro\/recovery-coronavirus\/recovery-and-resilience-facility_en#the-recovery-and-resilience-facility<\/a><\/p>\n<p>Le informazioni relative all\u2019attuazione del Piano di Ripresa e Resilienza dell\u2019Italia sono pubblicate sul sito istituzionale Italia domani e disponibili al link:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/italiadomani.gov.it\/it\/home.html\">https:\/\/italiadomani.gov.it\/it\/home.html<\/a><\/p>\n<p>A seguito dell\u2019aggressione russa dell&#8217;Ucraina, nel mese di maggio 2022, la Commissione ha proposto la modifica del quadro dell\u2019RRF per adeguarlo all&#8217;attuazione del RePowerEU, il piano per ridurre la dipendenza dell\u2019UE dai combustibili fossili e accelerare la transizione verde. Le riforme e gli investimenti dedicati agli obiettivi del RePowerEU dovranno essere inclusi nei Piani di Ripresa e Resilienza in un capitolo dedicato. Il 4 ottobre 2022 il Consiglio ha adottato l\u2019orientamento generale sulle modifiche al Regolamento RRF in chiave RePowerEU (\u00a0<a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/press\/press-releases\/2022\/10\/04\/repowereu-council-agrees-its-position\">https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/press\/press-releases\/2022\/10\/04\/repowereu-council-agrees-its-position\/<\/a>).<\/p>\n<p>Maggiori informazioni sul piano RePowerEU sono disponibili al link:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal\/repowereu-affordable-secure-and-sustainable-energy-europe_it#le-azioni-di-repowereu\">https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal\/repowereu-affordable-secure-and-sustainable-energy-europe_it#le-azioni-di-repowereu<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2.Assistenza macro-finanziaria<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;assistenza macro-finanziaria (AMF) \u00e8 l&#8217;aiuto finanziario di emergenza concesso ai paesi che sono geograficamente, economicamente e politicamente vicini all&#8217;Unione europea, per stabilizzare le loro economie in tempi di crisi. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di contribuire a garantire la stabilit\u00e0 e la prosperit\u00e0 al di fuori dell&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p>L&#8217;assistenza viene garantita principalmente attraverso la concessione di prestiti a condizioni molto agevolate ed erogati a rate. Per accedervi, i Paesi devono aver firmato un programma di finanziamento con il Fondo Monetario Internazionale, soddisfare alcune condizioni come il rispetto dei diritti umani e la lotta alla corruzione, e attuare riforme democratiche, economiche e di governance. Per finanziare il programma la Commissione Europea prende in prestito il denaro sui mercati dei capitali attraverso emissione di aste titoli pubblici.<\/p>\n<p>Tra i Paesi che hanno beneficiato e beneficiano dell\u2019assistenza ci sono quelli successivamente diventati membri dell&#8217;UE (Bulgaria, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Repubblica Federale Ceca e Slovacca) e i Paesi che sono candidati o potenziali candidati a diventarne parte &#8211; Macedonia del Nord, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro e Serbia &#8211; e Paesi confinanti o vicini alla UE come Armenia, Bielorussia, Georgia e Moldavia, nonch\u00e9 Algeria, Israele, Giordania, Libano e Tunisia.<\/p>\n<p>Di particolare attualit\u00e0 i vari programmi di assistenza concessi all\u2019Ucraina nello sforzo compiuto dall\u2019UE, insieme alla comunit\u00e0 internazionale, di aiutare il Paese a far fronte al suo fabbisogno finanziario immediato a seguito dell\u2019aggressione da parte della Federazione Russia<\/p>\n<p>L\u2019approvazione dell\u2019AMF avviene tramite una procedura legislativa ordinaria. Si evidenzia che, a seguito di una proposta della Commissione, il Consiglio e il Parlamento hanno adottato il 25 maggio 2020 una decisione relativamente ad un aiuto in favore dei Paesi che hanno sofferto per la crisi da Covid-19.<\/p>\n<p>Maggiori informazioni sui programmi di assistenza macro-finanziaria sono disponibili sul sito della Commissione:\u00a0<a href=\"https:\/\/economy-finance.ec.europa.eu\/eu-financial-assistance\/macro-financial-assistance-mfa_en\">https:\/\/economy-finance.ec.europa.eu\/eu-financial-assistance\/macro-financial-assistance-mfa_en<\/a><\/p>\n<p>Per AMF Ucraina qui:\u00a0<a href=\"https:\/\/eu-solidarity-ukraine.ec.europa.eu\/eu-assistance-ukraine_en\">https:\/\/eu-solidarity-ukraine.ec.europa.eu\/eu-assistance-ukraine_en<\/a><\/p>\n<p>Per AMF Covid-19 qui:\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_22_5431\">https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_22_5431<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3. Il Semestre europeo e le Raccomandazioni specifiche per Paese (CSRs)<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei processi politicamente pi\u00f9 rilevanti nel quale \u00e8 coinvolto il Consiglio Ecofin \u00e8 quello del Semestre europeo, che conduce nel giugno di ogni anno all\u2019adozione delle Raccomandazioni indirizzate agli Stati membri da parte del Consiglio Europeo.<\/p>\n<p>A partire dal 2020 i contenuti e tempistiche tradizionali del Semestre europeo sono stati adeguati rispetto all\u2019introduzione di strumenti di risposta alla crisi Covid-19 e all\u2019attuazione del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (Recovery and Resilience Facility, RRF).<\/p>\n<p>Le informazioni e i documenti aggiornati relativi al Semestre europeo sono disponibili sul sito della Commissione europea al link <a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/business-economy-euro\/economic-and-fiscal-policy-coordination\/european-semester_it\">https:\/\/commission.europa.eu\/business-economy-euro\/economic-and-fiscal-policy-coordination\/european-semester_it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4. Rafforzamento dell\u2019Unione economica e monetaria<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019emergere della crisi economica e finanziaria a partire dal 2008 ha comportato l\u2019introduzione di una nuova serie di strumenti di governance e il miglioramento del funzionamento di quelli esistenti per preservare la stabilit\u00e0 finanziaria dell&#8217;UE. I paesi UE hanno concordato di proseguire il percorso di rafforzamento dell\u2019Unione economica e monetaria per dotarsi degli strumenti necessari ad affrontare le sfide e i possibili shock futuri.<\/p>\n<p>Le informazioni sul processo di approfondimento dell\u2019UEM sono disponibili sul sito del Consiglio al link\u00a0<a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/policies\/emu-deepening\/\">https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/policies\/emu-deepening\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SERVIZI FINANZIARI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Completamento dell\u2019Unione Bancaria e revisione del quadro in materia di gestione delle crisi<\/strong><\/p>\n<p>A seguito della crisi finanziaria del 2008-09, l\u2019Unione europea ha varato il progetto dell\u2019Unione Bancaria, fondato su tre pilastri, ossia il Meccanismo unico di supervisione bancaria (Single Supervisory Mechanism, SSM), il Meccanismo unico di risoluzione delle crisi (Single Resolution Mechanism, SRM) e il Sistema europeo di assicurazione dei depositi (European Deposit Insurance Scheme, EDIS); completano il quadro il Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (European Stability Mechanism, ESM) e la Comunicazione della Commissione sugli aiuti di Stato nel settore bancario.<\/p>\n<p>Il<strong>\u00a0primo pilastro dell\u2019Unione Bancaria (SSM)<\/strong>, entrato in funzione nel novembre 2014, ha determinato l\u2019accentramento presso la Banca Centrale Europea (BCE) della vigilanza sulle maggiori banche europee, e l\u2019affidamento ad essa di poteri di coordinamento della vigilanza sulle altre banche. Il\u00a0<strong>secondo pilastro (SRM)<\/strong>, pienamente operativo dal 2016, ha introdotto l\u2019accentramento presso una nuova autorit\u00e0 europea \u2013 il Single Resolution Board (SRB) \u2013 della gestione delle crisi delle banche sottoposte a vigilanza accentrata (e dei gruppi bancari operanti su base transfrontaliera); quest\u2019ultima pu\u00f2 avvalersi di un fondo di risoluzione europeo, finanziato dal sistema bancario.<\/p>\n<p>Sul\u00a0<strong>terzo pilastro (EDIS<\/strong>), che consiste nell\u2019istituzione di un sistema europeo accentrato di garanzia dei depositi che intervenga nelle crisi bancarie, le discussioni sono ancora in corso. Al Vertice Euro del giugno 2021 i Capi di Stato e di Governo dell\u2019area dell\u2019euro hanno reiterato il loro impegno per il completamento dell\u2019Unione Bancaria; i lavori stanno proseguendo in parallelo sia a livello politico (attraverso il High-Level Working Group, istituito dall\u2019Eurogruppo) sia a livello tecnico (nell\u2019ambito dell\u2019apposito gruppo di lavoro presso il Consiglio).<\/p>\n<p>La Commissione sta lavorando alla\u00a0<strong>revisione del quadro in materia di gestione delle crisi bancarie e di garanzia dei depositi<\/strong>\u00a0introdotto nel 2014, costituito dalla direttiva in materia di risanamento e risoluzione (Bank Recovery and Resolution Directive &#8211; BRRD), dal regolamento che istituisce il Meccanismo Unico di Risoluzione (Single Resolution Mechanism Regulation &#8211; SRMR) e dalla direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi (Deposit Guarantee Schemes Directive &#8211; DGSD).<\/p>\n<p><strong><br \/>\nRegolamentazione prudenziale delle banche<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre 2021 la Commissione ha pubblicato una proposta di revisione della normativa prudenziale delle banche, contenuta nella Capital Requirements Directive e nel Capital Requirements Regulation (c.d. pacchetto CRD\/CRR). Con tale iniziativa si recepiscono nell\u2019ordinamento europeo gli standard adottati dal Comitato di Basilea nel 2017 (c.d. final Basel standards); essi affrontano le carenze dei modelli interni e rafforzano le metodologie standardizzate per calcolare i requisiti patrimoniali, terminando cos\u00ec la revisione della normativa prudenziale globale avviata a seguito della crisi finanziaria del 2008-09.<\/p>\n<p>In particolare, la proposta della Commissione prevede, fra l\u2019altro, l\u2019introduzione del c.d. output floor (che richiede che i requisiti patrimoniali calcolati con i modelli interni non siano eccessivamente inferiori rispetto a quelli calcolati con metodologie standard), l\u2019innalzamento dei requisiti patrimoniali per le esposizioni in equity e quelle fuori bilancio, la revisione della disciplina sui rischi di mercato e operativo. Oltre a recepire gli standard di Basilea, la proposta introduce modifiche con cui si incorporano i rischi di sostenibilit\u00e0 nel quadro prudenziale, si irrobustiscono i poteri di vigilanza e quelli sanzionatori delle autorit\u00e0, si rivede la disciplina in materia di operativit\u00e0 di banche extra-UE, si articola ulteriormente la disciplina sui requisiti degli esponenti aziendali e del personale che riveste funzioni chiave.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nContrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo<\/strong><\/p>\n<p>Nel luglio 2021 la Commissione ha pubblicato un pacchetto di proposte di revisione della normativa di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo (c.d. pacchetto AML\/CTF), articolato in quattro distinti atti legislativi. In particolare, si tratta di:<\/p>\n<p>a) un\u00a0<strong>Regolamento e una Direttiva con le quali si rivede e si armonizza ulteriormente l\u2019attuale disciplina in materia di obblighi e controlli antiriciclaggio<\/strong>\u00a0(Antimoney Laundering Regulation &amp; Directive &#8211; AMLR e AMLD, che costituiranno il c.d. single rulebook europeo in materia). Fra le novit\u00e0 pi\u00f9 rilevanti si segnalano: i) l\u2019ampliamento del novero dei soggetti obbligati agli adempimenti AML\/CTF (prestatori di servizi in valute virtuali; fornitori di servizi di crowdfunding; erogatori di credito al consumo e ipotecario); ii) un nuovo regime per la classificazione dei paesi terzi a rischio di riciclaggio, allineato agli standard del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale, con cui si prevede una lista \u201cnera\u201d dei paesi non cooperativi e una lista \u201cgrigia\u201d dei paesi cooperativi con deficienze, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 per la Commissione di identificare in via autonoma i paesi a rischio; iii) l\u2019introduzione di un limite massimo di \u20ac 10.000 all\u2019utilizzo del contante nelle transazioni con controparti commerciali, ferma restando la possibilit\u00e0 per gli Stati membri di adottare\/mantenere limiti inferiori;<\/p>\n<p>b) un\u00a0<strong>Regolamento che istituisce un\u2019autorit\u00e0 antiriciclaggio europea<\/strong>\u00a0alla quale vengono conferiti poteri di supervisione, diretta e indiretta, in materia antiriciclaggio, nonch\u00e9 di coordinamento dell\u2019attivit\u00e0 delle unit\u00e0 di informazione finanziaria degli Stati membri (Antimoney Laundering Authority Regulation &#8211; AMLA);<\/p>\n<p>c) la revisione del<strong>\u00a0Regolamento sui trasferimenti di fond<\/strong>i, con cui si estendono le regole di tracciamento ivi previste ai trasferimenti di cripto-attivit\u00e0 effettuati attraverso prestatori di servizi in valute virtuali (Transfer of Funds Regulation recast &#8211; TFR recast).<\/p>\n<p>A dicembre 2021 gli Stati membri hanno concluso un primo confronto sul Single Rulebook e sull\u2019AMLA e raggiunto il general approach sul TFR recast.<\/p>\n<p><strong>Unione dei Mercati dei Capitali<\/strong><\/p>\n<p>A fine novembre 2021 la Commissione ha pubblicato una\u00a0<strong>Comunicazione in cui si rende conto dello stato di avanzamento delle attivit\u00e0 volte al completamento dell\u2019Unione dei mercati dei capitali (Capital Markets Union &#8211; CMU)<\/strong>\u00a0e in cui vengono illustrate quattro nuove proposte legislative in materia di mercati finanziari e di risparmio gestito. Con la Comunicazione la Commissione ha dato seguito agli impegni assunti con il Piano d\u2019Azione del settembre 2020, volto a perseguire, attraverso il completamento della CMU, la diversificazione delle fonti di finanziamento delle imprese (in particolare di quelle medio-piccole), l\u2019ampliamento delle possibilit\u00e0 di investimento dei risparmiatori, il sostegno alla transizione verde e digitale; a tali obiettivi di lungo periodo si \u00e8 aggiunta la necessit\u00e0 di agevolare il finanziamento della crescita post-Covid.<\/p>\n<p>Le iniziative legislative pubblicate insieme alla Comunicazione sono le seguenti:<\/p>\n<p>i) il\u00a0<strong>Regolamento sull\u2019European Single Access Point (ESAP)<\/strong>: esso prevede la costituzione, da parte dell\u2019ESMA, di una banca dati gratuita e aperta al pubblico (European Single Access Point &#8211; ESAP) in cui confluiranno tutte le informazioni oggetto di obblighi di disclosure in base al diritto dell\u2019UE, oggi molto eterogenee e spesso di difficile reperibilit\u00e0. L\u2019ESAP \u00e8 volto a ridurre i costi di ricerca delle informazioni, ampliare la platea degli investitori, rafforzare l\u2019integrazione dei mercati dei capitali locali pi\u00f9 piccoli e migliorare la disponibilit\u00e0 e l&#8217;accessibilit\u00e0 dei dati sui profili di sostenibilit\u00e0 ambientale, contribuendo a orientare gli investimenti verso attivit\u00e0 sostenibili;<\/p>\n<p>ii) la\u00a0<strong>revisione della Markets in Financial Financial Instruments Regulation (MiFIR): il Regolamento MiFIR<\/strong>, adottato nel 2014, disciplina fra l\u2019altro gli obblighi di comunicazione al pubblico dei dati sulle negoziazioni degli strumenti finanziari, consentendo un efficiente funzionamento dei mercati finanziari. Per migliorare la disponibilit\u00e0 di informazioni sui prezzi e sui volumi delle transazioni, la Commissione propone di: i) limitare le esenzioni oggi previste dagli obblighi circa la pubblicazione dei dati sulle negoziazioni; ii) allineare gli obblighi di trasparenza per tutti i gestori di sedi di negoziazione (gestori dei mercati e banche di investimento); iii) facilitare il passaggio da una molteplicit\u00e0 di banche dati sulle transazioni a una singola banca dati per ciascuna classe di strumento negoziato sui mercati (c.d. consolidated tape), a cui tutti gli investitori potranno accedere per avere informazioni quasi in tempo reale sulle negoziazioni che avvengono nell\u2019UE;<\/p>\n<p>iii) la<strong>\u00a0revisione della Alternative Investment Funds Managers Directive (AIFMD)<\/strong>: la AIFMD, con cui nel 2011 \u00e8 stato introdotto un quadro legislativo europeo per i gestori dei fondi alternativi, ha consentito un rapido sviluppo di tali intermediari. La Commissione propone quindi di apportare solo limitati aggiustamenti alla direttiva, volti a promuovere ulteriormente la diffusione dei fondi alternativi e a rafforzare la protezione degli investitori. In particolare, la proposta prevede: i) l\u2019armonizzazione del quadro regolamentare sui cc.dd. fondi di credito (i.e. fondi che erogano finanziamenti), che possono costituire un canale di finanziamento complementare al credito bancario; ii) regole pi\u00f9 rigorose sulla delega di funzioni da parte dei gestori a soggetti terzi, volte ad assicurare elevati standard di performance da parte di questi ultimi; iii) l\u2019introduzione di strumenti per la gestione del rischio di liquidit\u00e0, al fine di preservare il valore degli investimenti in presenza di tensioni di mercato;<\/p>\n<p>iv) la\u00a0<strong>revisione del Regolamento sui fondi di investimento europei a lungo termine (ELTIF)<\/strong>: gli ELTIF, introdotti nel 2015, sono fondi specializzati nell\u2019investimento a lungo termine in grandi imprese non quotate, PMI quotate, progetti infrastrutturali in ambito sociale, dei trasporti e dell&#8217;energia sostenibile. La proposta della Commissione \u00e8 volta a sostenere la diffusione di questi fondi, finora assai limitata, attraverso l\u2019ampliamento della gamma di attivit\u00e0 in cui essi possono investire, l\u2019introduzione di una maggiore flessibilit\u00e0 per la loro costituzione, gestione e commercializzazione, l\u2019allentamento di alcuni vincoli per gli ELTIF commercializzati esclusivamente presso gli investitori professionali, l\u2019introduzione di modifiche volte a facilitare l\u2019accesso agli ELTIF da parte degli investitori al dettaglio.<\/p>\n<p>Nella Comunicazione sulla CMU la C<strong>ommissione ha altres\u00ec anticipato che nel 2022 adotter\u00e0 una serie di iniziative<\/strong>\u00a0fra cui si segnalano: la revisione delle regole per l\u2019accesso alla quotazione di mercato; l\u2019istituzione di un quadro di \u2018finanza aperta\u2019 per consentire che i dati siano condivisi e riutilizzati dagli intermediari finanziari per creare nuovi servizi; la promozione dell\u2019alfabetizzazione finanziaria; l\u2019introduzione di una normativa armonizzata in materia di procedure di insolvenza delle societ\u00e0 non finanziarie.<\/p>\n<p><strong>Finanza sostenibile<\/strong><\/p>\n<p>Nel luglio 2021 la Commissione ha pubblicato una\u00a0<strong>nuova Strategia per la finanza sostenibile (Strategy for Financing the Transition to a Sustainable Economy)<\/strong>, con cui si intende orientare i flussi finanziari privati verso investimenti in attivit\u00e0 sostenibili, facilitando la transizione verso un\u2019economia verde in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. Nella Strategia la Commissione identifica quattro principali linee d\u2019azione: i) il finanziamento della transizione delle attivit\u00e0 economiche verso la sostenibilit\u00e0, attraverso il completamento dell\u2019attuale sistema della tassonomia e l\u2019etichettatura degli strumenti finanziari cosiddetti green; ii) l\u2019accesso di famiglie e PMI alla finanza sostenibile, facilitando l\u2019accesso di questi soggetti a servizi di consulenza in materia di finanza sostenibile e introducendo prestiti e crediti ipotecari green; iii) la resilienza del settore finanziario e il suo contributo alla sostenibilit\u00e0, attraverso l\u2019integrazione dei rischi di sostenibilit\u00e0 nella disciplina prudenziale di banche e assicurazioni; iv) il rafforzamento del ruolo globale dell\u2019UE in materia di sostenibilit\u00e0, sia attraverso la sua partecipazione attiva alle iniziative internazionali in materia, sia attraverso il supporto fornito ai Paesi terzi meno sviluppati nel loro processo di transizione verso la sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>La Strategia fa seguito alla realizzazione delle tre principali iniziative del piano d\u2019azione del 2018 della Commissione sulla finanza sostenibile: i) la classificazione delle attivit\u00e0 cosiddette green, prevista dal Regolamento Tassonomia adottato nel 2020; ii) gli obblighi di disclosure per le imprese in materia di sostenibilit\u00e0 previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD); iii) uno standard per gli strumenti finanziari sostenibili, introdotto con la proposta di Regolamento su European Green Bond Standard (EUGBS).<\/p>\n<p><strong>La proposta di Regolamento EUGBS<\/strong>, pubblicata a luglio 2021, introduce uno standard comune europeo per le obbligazioni verdi, a cui gli emittenti (privati e sovrani, anche extra-UE) potranno aderire su base volontaria. Lo standard prevede, da un lato, che i fondi raccolti siano impiegati in progetti conformi al Regolamento Tassonomia e, dall\u2019altro, che l\u2019utilizzo dei fondi sia reso noto al mercato attraverso una comunicazione dettagliata; l\u2019effettivo rispetto dei requisiti previsti dall\u2019EUGBS, e in particolare l\u2019allineamento al Regolamento Tassonomia, andr\u00e0 certificato da revisori esterni sottoposti alla vigilanza dell\u2019ESMA. La proposta di EUGBS \u00e8 volta, da un lato, a fornire agli emittenti uno strumento per certificare che il capitale di debito raccolto finanzi attivit\u00e0 in linea con la Tassonomia UE e, dall\u2019altro, a consentire agli investitori di individuare progetti effettivamente ecosostenibili. L\u2019obiettivo finale dichiarato \u00e8 l\u2019utilizzo dello standard EUGBS come termine di riferimento con cui confrontare gli attuali standard di mercato e, in prospettiva, l\u2019allineamento di questi ultimi allo standard EUGBS.<\/p>\n<p><em><strong>Finanza digitale<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Nel settembre del 2020 la Commissione ha pubblicato la Comunicazione \u201cDigital Finance Strategy for the EU\u201d, che definisce gli obiettivi strategici e le azioni da intraprendere entro il 2024 in tale ambito. Con essa la Commissione intende promuovere la finanza digitale in modo da consentire a consumatori e imprese di cogliere tutte le opportunit\u00e0 offerte, nel rispetto dei valori europei e in base a una solida disciplina dei rischi. Contemporaneamente, la Commissione ha pubblicato tre proposte normative: 1) un regolamento che introduce presidi in materia di resilienza ai rischi informatici ICT nel settore finanziario (c.d. Digital Operational Resilience Act \u2013 DORA); 2) un regolamento in materia di cripto-attivit\u00e0 (c.d. Market in Crypto Asset &#8211; MiCA); 3) un regolamento contenente un regime pilota sulle infrastrutture di mercato basate sulle tecnologie di registro distribuito \u201cDistributed Ledger Technologies \u2013 DLT\u201d (c.d. Pilot Regime for DLT market Infrastructures).<\/p>\n<p>In particolare, la proposta\u00a0<strong>DORA<\/strong>\u00a0introduce un quadro normativo rafforzato e armonizzato in materia di sicurezza informatica, da applicare al settore finanziario e ai soggetti terzi fornitori di servizi critici relativi alle Information and Communication Technologies (ICT). Essa disciplina in particolare cinque aspetti: i) gestione del rischio ICT; ii) reporting degli incidenti; iii) testing della resilienza; iv) rischio dei fornitori di servizi ICT; v) scambio di informazioni. DORA costituir\u00e0 lex specialis rispetto alla direttiva NIS (Network and Information Security). La proposta\u00a0<strong>MiCA<\/strong>, volta alla definizione di un quadro normativo UE per le cripto-attivit\u00e0, prevede: i) requisiti armonizzati per emittenti e prestatori di servizi in cripto-attivit\u00e0 (crypto-asset service provider, CASP); ii) un regime ad hoc per due sotto-categorie di cripto-attivit\u00e0 (gli asset-referenced token &#8211; ART e gli e-money token &#8211; EMT) caratterizzate dall\u2019impegno dell\u2019emittente a mantenerne il valore stabile (c.d. stablecoin); iii) per gli emittenti di cripto-attivit\u00e0 diverse da ART ed EMT, l\u2019obbligo di pubblicazione di un documento informativo armonizzato (white paper). La proposta\u00a0<strong>DLT Pilot Regime<\/strong>\u00a0introduce una disciplina \u2013 temporanea e applicabile su base discrezionale \u2013 per le infrastrutture di mercato che utilizzano la tecnologia DLT per l\u2019emissione, la registrazione, il trasferimento o la conservazione di security tokens. Questi ultimi sono cripto-attivit\u00e0 che si qualificano come strumenti finanziari, che dunque sarebbero esclusi dall\u2019ambito di applicazione del Regolamento MiCA, ma continuerebbero a essere soggetti alla disciplina sui servizi di investimento (MIFID) e sui depositari centrali (CSDR). Al fine di consentirne la sperimentazione, il regime pilota prevede deroghe temporanee ad alcuni aspetti della disciplina vigente.<\/p>\n<p>A fine 2021 \u00e8 stato raggiunto l\u2019accordo in Consiglio sulle prime due proposte (DORA e MiCA) e si \u00e8 concluso il trilogo sulla terza (DLT Pilot Regime).<\/p>\n<p><strong>Pagamenti al dettaglio<\/strong><\/p>\n<p>Nel settembre del 2020 la Commissione ha pubblicato la Comunicazione \u201cRetail payments strategy for the EU\u201d, in cui vengono illustrati gli obiettivi della strategia e le azioni volte a conseguirli. La strategia mira a promuovere l\u2019innovazione tecnologica nel settore dei pagamenti ed \u00e8 strettamente connessa alla strategia in materia di finanza digitale. Prendendo atto della frammentariet\u00e0 delle soluzioni di pagamento adottate su base nazionale e della necessit\u00e0 di favorire l\u2019innovazione tecnologica nel settore dei pagamenti al dettaglio anche alla luce di quanto emerso a seguito dell\u2019emergenza COVID19, la Comunicazione propone una strategia articolata nei seguenti quattro pilastri.<\/p>\n<p>1) Soluzioni di pagamento digitali e istantanee paneuropee. Tra le principali azioni previste nell\u2019ambito di questo pilastro si segnalano quelle volte a valorizzare lo schema dei pagamenti istantanei, a favorire soluzioni di pagamento transfrontaliere paneuropee e a potenziare l\u2019Area dei pagamenti dell\u2019euro (SEPA).<\/p>\n<p>2) Mercati dei pagamenti al dettaglio innovativi e competitivi. Le azioni previste nell\u2019ambito di questo pilastro sono volte a sfruttare appieno il potenziale della direttiva sui servizi di pagamento (PSD2). Tale direttiva sar\u00e0 interamente rivista con l\u2019obiettivo di presentare entro la fine del 2022 una proposta legislativa per un framework di \u201cOpen Finance\u201d che garantisca la condivisione delle informazioni finanziarie, previo consenso del cliente, tra banche e societ\u00e0 esterne per sviluppare prodotti e servizi innovativi. Sono inoltre previsti interventi per garantire ai consumatori un elevato livello di sicurezza nei pagamenti online.<\/p>\n<p>3) Sistemi di pagamento al dettaglio efficienti e interoperabili e altre infrastrutture di supporto. Le azioni previste nell\u2019ambito di tale pilastro sono volte principalmente ad assicurare una maggiore interoperabilit\u00e0 dei sistemi di pagamento e delle infrastrutture per garantire soluzioni di pagamento istantanee.<\/p>\n<p>4) Pagamenti internazionali efficienti, comprese le rimesse. Riguardo a tale ultimo pilastro la Commissione si aspetta che gli operatori di pagamento facilitino i collegamenti tra sistemi europei quali TARGET Instant Payment System o RT1 e sistemi di pagamento istantanei di paesi terzi e incoraggia gli Stati Membri a una progressiva riduzione dei costi connessi al mercato delle rimesse.<\/p>\n<p>Nel corso del 2022 la Commissione dovrebbe presentare proposte legislative in materia di pagamenti istantanei e di revisione della PSD2.<\/p>\n<p><em><strong>Disciplina prudenziale del settore assicurativo<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Nel settembre 2021 la Commissione ha pubblicato una Comunicazione sulla disciplina prudenziale nel settore assicurativo, che accompagna la proposta di revisione della Direttiva Solvibilit\u00e0 II (Solvency II), entrata in vigore nel 2016, e la proposta di Direttiva sul risanamento e la risoluzione delle imprese assicurative (Insurers\u2019 Recovery and Resolution). Nel complesso, le proposte della Commissione sono volta ad accrescere la capacit\u00e0 del settore assicurativo di finanziare la ripresa economica post-pandemica e la transizione verso un\u2019economia sostenibile e a garantire al contempo la stabilit\u00e0 finanziaria del settore assicurativo. In particolare:<\/p>\n<p>i) la\u00a0<strong>proposta di revisione della Direttiva Solvibilit\u00e0 I<\/strong>I, entrata in vigore nel 2016, contiene numerose novit\u00e0 quali a) la semplificazione dei criteri per beneficiare di un trattamento prudenziale agevolato degli investimenti a medio e a lungo termine in azioni; b) il chiarimento delle condizioni perch\u00e9 le imprese assicurative con un basso profilo di rischio possano beneficiare di un regime meno oneroso; c) il miglioramento della sensibilit\u00e0 al rischio per tenere conto della situazione di bassi tassi di interesse sia nella valutazione delle passivit\u00e0 sia nel calcolo dei requisiti di capitale; d) una maggiore articolazione delle regole di trasparenza; e) la revisione del quadro in materia di supervisione di gruppi cross-border; f) l\u2019introduzione di strumenti di vigilanza macroprudenziale per accrescere la capacit\u00e0 di gestione dei rischi sistemici per la stabilit\u00e0 finanziaria;<\/p>\n<p>ii) la\u00a0<strong>proposta di Direttiva sul risanamento e risoluzione delle imprese assicurative<\/strong>\u00a0\u00e8 volta principalmente ad assicurare che le imprese assicurative e le autorit\u00e0 di controllo siano preparate a gestire gravi situazioni di instabilit\u00e0 finanziaria; ci\u00f2 avviene con l\u2019attribuzione alle autorit\u00e0 di strumenti per garantire un processo di gestione ordinata delle imprese di assicurazione in difficolt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La preparazione della partecipazione del Ministro dell\u2019Economia e delle Finanze al Consiglio dell\u2019Unione europea in materia economica e finanziaria (Economic and Financial Affairs Council &#8211; ECOFIN) \u00e8 curata dagli uffici del Ministero dell\u2019Economia e delle finanze, in sinergia con la Rappresentanza Permanente. 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