{"id":328,"date":"2023-01-13T12:31:23","date_gmt":"2023-01-13T11:31:23","guid":{"rendered":"https:\/\/italiaue.esteri.it\/?page_id=328"},"modified":"2023-01-13T12:31:23","modified_gmt":"2023-01-13T11:31:23","slug":"consiglio-ambiente","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/italiaue.esteri.it\/it\/litalia-e-lue\/cosa-facciamo\/consiglio-ambiente\/","title":{"rendered":"Consiglio Ambiente"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019organizzazione<\/strong><\/p>\n<p>Generalmente, nell\u2019arco dell\u2019anno, si svolgono quattro Consigli formali (marzo e dicembre a Bruxelles, giugno e ottobre a Lussemburgo) e due Consigli informali (uno per ciascuna Presidenza di turno, nelle rispettive capitali). L\u2019agenda dei Consigli varia in funzione delle priorit\u00e0 della Presidenza, dello stadio di avanzamento dei dossier legislativi e dell\u2019agenda internazionale in materia di ambiente e cambiamenti climatici. In ogni Consiglio \u00e8 prevista una divisione \u201cdi fatto\u201d in due sessioni, una dedicata alle politiche in materia di clima ed una alle tematiche ambientali.<\/p>\n<p>In vista delle riunioni dei Consigli dei Ministri UE, i relativi dossier sono preparati dal\u00a0<strong>Gruppo \u2018Ambiente\u2019<\/strong>\u00a0del Consiglio (WPE \u2013 Working Party Environment), nei quali l\u2019Italia \u00e8 rappresentata dagli attach\u00e9 della Rappresentanza, affiancati dagli esperti del Ministero dell\u2019Ambiente. Inoltre, fa capo al Consiglio Ambiente il\u00a0<strong>Gruppo \u2018Ambiente \u2013 Questioni Internazionali\u2019<\/strong>\u00a0(WPIE \u2013 Working Party on International Environment Issues), che si occupa della partecipazione coordinata dell\u2019UE ai fori internazionali in materia di clima ed ambiente. Il WPIEI \u00e8 composto dagli esperti delle capitali degli Stati membri che partecipano direttamente anche a tali riunioni e la sua composizione varia a seconda dell\u2019argomento trattato. Infine, vi sono i numerosi\u00a0<strong>Comitati\/Gruppi esperti<\/strong>\u00a0che si occupano della normativa tecnica di attuazione della legislazione ambientale dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>In media, il Gruppo \u2018Ambiente\u2019 si riunisce tutte le settimane per almeno due giorni. Il Gruppo \u2018Ambiente \u2013 Questioni Internazionali\u2019, invece, si riunisce con cadenza che segue il calendario internazionale.<\/p>\n<p>Tutti gli atti licenziati dal Gruppo \u2018Ambiente\u2019 transitano al COREPER I per essere approvati, in vista del successivo esame e dell\u2019adozione formale da parte dei Ministri dell\u2019Ambiente in seno al Consiglio UE.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nLe politiche e gli atti legislativi<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019UE \u00e8 da sempre particolarmente attenta ed attiva rispetto alle tematiche ambientali, che costituiscono una parte consistente dell\u2019acquis legislativo.<\/p>\n<p>All\u2019ambiente \u00e8 dedicato il Titolo XX del Trattato sul Funzionamento dell\u2019UE (TFUE).<\/p>\n<p>L\u2019articolo 191 TFUE illustra gli obiettivi generali della politica ambientale dell\u2019Unione: la salvaguardia, tutela e miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019ambiente, la protezione della salute umana, l\u2019utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali e promozione sul piano internazionale delle misure volte a risolvere i problemi dell\u2019ambiente a livello regionale e mondiale, e in particolare a combattere i cambiamenti climatici. Esso stabilisce, inoltre, una serie di principi che devono guidare le azioni messe in campo per raggiungere gli obiettivi in questione:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<strong>il principio di precauzione<\/strong>\u00a0(ogni decisione deve essere funzionale a mantenere un elevato livello di protezione dell\u2019ambiente e della salute umana, sulla base di un\u2019accurata valutazione del rischio e di solidi dati scientifici);<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<strong>il principio della correzione<\/strong>, in via prioritaria alla fonte, dei danni ambientali;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<strong>il principio \u201cchi inquina paga\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Le misure in materia di ambiente vengono, di regola, adottate con la\u00a0<strong>procedura legislativa ordinaria (co-decisione<\/strong>\u00a0tra Parlamento e Consiglio e voto in Consiglio a maggioranza qualificata).<\/p>\n<p>Fanno eccezione le misure di natura fiscale, le misure che incidono sull\u2019assetto territoriale di uno Stato Membro, quelle riguardanti la gestione delle risorse idriche e la destinazione dei suoli e, infine, le misure che hanno una considerevole incidenza sulle scelte energetiche di uno Stato membro, sulle quali il Consiglio decide all\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n<p>Oltre agli atti legislativi (regolamenti, direttive, decisioni) vengono adottati con la procedura legislativa ordinaria anche i\u00a0<strong>Piani d\u2019Azione Ambientale<\/strong>\u00a0(PAA), che indicano gli obiettivi prioritari dell\u2019Unione e le azioni per conseguirli nell\u2019ambito di un determinato arco temporale. Il Piano attualmente in vigore (e settimo della serie) \u00e8 stato adottato nel 2013, copre gli anni sino al 2020 ed \u00e8 intitolato \u201cVivere bene entro i limiti del nostro pianeta\u201d.<\/p>\n<p>La proposta relativa all\u2019Ottavo PAA per il periodo 2021-2030, \u201cInvertire le tendenze insieme\u201d, dovrebbe essere presentata dalla Commissione durante i primi mesi del 2020.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il\u00a0<strong>finanziamento delle politiche ambientali<\/strong>, il TFUE indica chiaramente che, salvo alcune misure adottate dall\u2019Unione, questo spetta in via principale agli Stati membri.<\/p>\n<p>Infine, i Trattati stessi pongono tra gli obiettivi dell\u2019azione ambientale dell\u2019Unione Europea la promozione di\u00a0<strong>misure internazionali<\/strong>\u00a0a tutela del clima e dell\u2019ambiente, a livello regionale e globale. Di conseguenza, anche questo rappresenta un aspetto qualificante delle politiche ambientali dell\u2019Unione, che aspira a giocare il ruolo di leader (a volte anche di precursore) nei negoziati internazionali.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nEuropean Green Deal<\/strong><\/p>\n<p>Tra le principali azioni proposte dalla nuova Commissione, delineate nelle linee guida politiche della Presidente-eletta Ursula von der Leyen, la lotta al cambiamento climatico e la tutela ambientale occupano una posizione prioritaria.<\/p>\n<p>La Commissione ha, infatti, anticipato l\u2019intenzione di promuovere l\u2019azione in ambito climatico attraverso l\u2019introduzione di un\u00a0<strong>\u201cEuropean Green Deal\u201d<\/strong>, che includer\u00e0 un target di neutralit\u00e0 climatica entro il 2050 e che comprender\u00e0, tra l\u2019altro, l\u2019adozione di nuova legislazione e l\u2019individuazione di importanti risorse finanziarie.<\/p>\n<p>In particolare, sembra che l\u2019annunciato \u201cGreen Deal\u201d dei primi 100 giorni possa tradursi in una \u201cClimate Law\u201d per sancire l\u2019obiettivo di neutralit\u00e0 climatica al 2050 e una Comunicazione della Commissione che indicher\u00e0 le specifiche iniziative e priorit\u00e0 legislative dei prossimi anni. Tra queste, le principali azioni in ambito \u201cclima\u201d figurano: la necessit\u00e0 di una maggiore ambizione per i target di riduzione dei gas a effetto serra al 2030; l\u2019estensione del sistema ETS al settore marittimo e una riduzione delle allocazioni gratuite per il settore aereo; e l\u2019introduzione di una\u00a0<strong>\u201cCarbon Border Tax\u201d<\/strong>\u00a0per far fronte al problema della delocalizzazione (\u201ccarbon leakage\u201d).<\/p>\n<p>In ambito ambientale, la Commissione intende promuovere una strategia per la Biodiversit\u00e0 al 2030, definendo un quadro globale post-2020 per combattere la perdita di biodiversit\u00e0; un nuovo piano d\u2019azione per l\u2019economia circolare, focalizzando l\u2019attenzione in particolare sull\u2019uso sostenibile delle risorse e sullo sviluppo delle tecnologie pulite; una strategia che ambisca a raggiungere un target di \u201cinquinamento zero\u201d (\u201cZero Pollution Strategy\u201d) attraverso un approccio trasversale che coinvolga tutte le politiche ambientali (qualit\u00e0 dell\u2019aria e delle acque, sostanze chimiche pericolose, emissioni industriali, pesticidi, ecc.).<\/p>\n<p><strong>L\u2019attivit\u00e0 internazionale<\/strong><\/p>\n<p>La politica internazionale in materia di clima e ambiente copre una vasta gamma di tematiche che richiedono strategie globali.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea e i suoi Stati membri sono uno dei principali promotori dell\u2019azione e della cooperazione ambientale internazionale e la stessa Unione Europea \u00e8 parte di numerosi\u00a0<strong>accordi ambientali multilaterali<\/strong>\u00a0(MEA \u2013 Multilateral Environmental Agreements).<\/p>\n<p>A seguito della fondazione da parte delle Nazioni Unite, del programma ambientale UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l&#8217;ambiente) nel 1972, il numero di accordi ambientali multilaterali sotto egida Nazioni Unite \u00e8 costantemente aumentato.<\/p>\n<p>L\u2019Italia e l\u2019Unione Europea hanno sottoscritto numerosi accordi internazionali, come ad esempio, la\u00a0<strong>Convenzione di Washington sulla protezione delle specie<\/strong>\u00a0(CITES \u2013 ratificata dall\u2019Italia nel 1975), la<strong>\u00a0Convenzione di Basilea sul controllo del trasporto transfrontaliero di rifiuti pericolosi<\/strong>\u00a0(ratificata dall\u2019Italia nel 1993) o la\u00a0<strong>Convenzione di Aarhus sull\u2019accesso alle informazioni e la partecipazione pubblica ai processi decisionali e alla giustizia in materia ambientale<\/strong>\u00a0(entrata in vigore nel 2001).<\/p>\n<p>Cruciali per gli sviluppi della politica internazionale in materia di clima e ambiente sono stati anche la firma del\u00a0<strong>Protocollo di Montreal<\/strong>\u00a0<strong>per la protezione dell\u2019ozono atmosferico<\/strong>, ratificato da 197 Paesi (dall\u2019Italia nel 1988) e la\u00a0<strong>Conferenza di Rio de Janeiro<\/strong>\u00a0su ambiente e sviluppo del 1992. Rio ha, infatti, posto le questioni ambientali globali al centro delle relazioni internazionali, portando alla sottoscrizione di tre importanti accordi internazionali:<\/p>\n<p>&#8211; Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (<strong>UNFCCC<\/strong>) che ha portato, nel 1997, alla stesura del<strong>\u00a0protocollo di Kyoto<\/strong>;<\/p>\n<p>&#8211; Convenzione sulla lotta contro la Desertificazione (<strong>UNCCD<\/strong>);<\/p>\n<p>&#8211; Convenzione sulla Diversit\u00e0 Biologica (<strong>CBD<\/strong>).<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>accordo di Parigi<\/strong>, ratificato dall&#8217;UE e dall\u2019Italia nel 2016, contribuisce anch\u2019esso in modo decisivo alla lotta ai cambiamenti climatici. Il suo obiettivo \u00e8 affrontare i cambiamenti climatici, fissando un obiettivo a lungo termine volto a limitare l&#8217;aumento della temperatura ben al di sotto di 2\u00b0C rispetto ai livelli preindustriali, con l&#8217;intento di contenerlo entro 1,5\u00b0C.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europa partecipa in modo coordinato a questi (ed altri) negoziati internazionali. La posizione dell\u2019UE per i negoziati internazionali relativi ad ambiente e clima \u00e8 preparata dal Gruppo \u2018<strong>Ambiente \u2013 Questioni Internazionali<\/strong>\u2019 (WPIEI \u2013 Working Party on International Environment Issues). Tale gruppo si riunisce in sottogruppi formati da esperti degli Stati membri sulle diverse tematiche, come la protezione del clima, la conservazione della biodiversit\u00e0, la protezione dalle sostanze chimiche pericolose, lo sviluppo sostenibile globale, la gestione sostenibile dei rifiuti, la lotta alla desertificazione, ecc..<\/p>\n<p>I delegati degli Stati membri che partecipano alle riunioni del Gruppo \u2018Ambiente \u2013 Questioni internazionali\u2019 sono gli stessi che coprono l&#8217;attivit\u00e0 nell&#8217;ambito degli organismi internazionali dell&#8217;ambiente e dei cambiamenti climatici, come le<strong>\u00a0Nazioni Unite<\/strong>\u00a0(ONU), il\u00a0<strong>Programma ambientale delle Nazioni Unite<\/strong>\u00a0(UNEP), la\u00a0<strong>Commissione economica per l&#8217;Europa delle Nazioni Unite<\/strong>\u00a0(UNECE) o le Convenzioni regionali (come ad esempio, la\u00a0<strong>Convenzione di Barcellona per la protezione del Mar Mediterraneo<\/strong>, strumento del Piano d\u2019azione ONU per il Mediterraneo).<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea, cos\u00ec come l\u2019Italia, \u00e8 anche una forza trainante in termini di protezione del clima attraverso il sostegno a\u00a0<strong>progetti di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici<\/strong>\u00a0in Paesi in via di sviluppo e nei mercati emergenti.<\/p>\n<p>Alla base delle attivit\u00e0 di cooperazione ambientale internazionale dell\u2019UE, vi \u00e8 la Strategia per integrare la dimensione ambientale nelle politiche estere, adottata dall\u2019Unione Europea nel 2002.<\/p>\n<p>Uno dei principali risultati di tale strategia \u00e8 la cosiddetta Rete Diplomatica Verde, \u2018<strong>Green Diplomacy Network<\/strong>\u2019 che \u00e8 coordinata dal Servizio per le Relazioni esterne dell\u2019Unione Europea, il SEAE. L\u2019Italia ha svolto fin dall\u2019inizio un ruolo importante nello sviluppo di tale rete, la cui idea venne lanciata al Consiglio Europeo di Salonicco del giugno 2003.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nPrincipali dossier legislativi in corso di trattazione<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Due proposte sulla gestione della risorsa idrica, che si collocano all\u2019interno del \u2018<strong>Piano per la transizione verso un\u2019economia circolare<\/strong>\u2019:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<strong>Direttiva concernente la qualit\u00e0 delle acque destinate al consumo umano<\/strong>\u00a0che modifica la direttiva 98\/83\/CE:<\/p>\n<p>La proposta ha l\u2019obiettivo di accrescere la qualit\u00e0 e la sicurezza dell\u2019acqua potabile e migliorarne l\u2019accesso per tutti ed \u00e8 la risposta della Commissione all\u2019Iniziativa Europea dei Cittadini \u2018Right2Water\u2019 del 2013.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<strong>Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante prescrizioni minime per il riutilizzo dell\u2019acqua<\/strong>:<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della proposta \u00e8 quello di alleviare la scarsit\u00e0 di risorse idriche all\u2019interno dell\u2019Unione, nel contesto dell\u2019adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso l\u2019aumento delle pratiche di riutilizzo delle acque reflue trattate per l\u2019irrigazione agricola, garantendo un elevato livello di sanit\u00e0 pubblica e di protezione dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<strong>Regolamento relativo all\u2019istituzione del nuovo programma di finanziamento per l\u2019Ambiente e per l\u2019azione per il Clima<\/strong>\u00a0(LIFE) che abroga il Regolamento (UE) 1293\/2013:<\/p>\n<p>La proposta prevede un programma di finanziamento per il periodo 2021-2027 per progetti legati all\u2019ambiente e al clima. L\u2019ammontare della dotazione finanziaria verr\u00e0 definito all\u2019interno del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP).<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<strong>Regolamento concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo<\/strong>\u00a0che modifica il Regolamento (UE) 2015\/757:<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della proposta \u00e8 quello di modificare il sistema di monitoraggio per tenere debitamente conto del nuovo sistema globale di rilevazione dei dati sul consumo di combustibile delle navi, stabilito nell\u2019ambito dell\u2019Organizzazione Marittima Internazionale (OMI).<\/p>\n<p><strong><br \/>\nPrincipali dossier non legislativi in corso di trattazione<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Comunicazione della Commissione \u201c<strong>Un pianeta pulito per tutti \u2013 Visione strategica europea per un\u2019economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra<\/strong>\u201d:\u00a0La Commissione ha presentato la strategia a lungo termine (\u2018Long Term Strategy\u2019) nel novembre 2018, con l\u2019obiettivo di reiterare l\u2019impegno dell\u2019Europa a guidare l\u2019azione internazionale per il clima e di delineare una transizione verso l\u2019azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra che sia equa sul piano sociale ed efficiente in termini di costi.\u00a0La strategia non prevede obiettivi concreti ma presenta uno spettro di otto opzioni e relativi scenari per conseguire una riduzione delle emissioni compresa tra l\u201980 % e il 100 % entro il 2050, attraverso diversi percorsi, che comporteranno profonde trasformazioni dal punto di vista tecnologico, economico, ambientale e sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019organizzazione Generalmente, nell\u2019arco dell\u2019anno, si svolgono quattro Consigli formali (marzo e dicembre a Bruxelles, giugno e ottobre a Lussemburgo) e due Consigli informali (uno per ciascuna Presidenza di turno, nelle rispettive capitali). 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