{"id":844,"date":"2017-03-23T11:20:59","date_gmt":"2017-03-23T10:20:59","guid":{"rendered":"https:\/\/italiaue.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2017\/03\/intervento-del-presidente-del-consiglio_0-2\/"},"modified":"2017-03-23T11:20:59","modified_gmt":"2017-03-23T10:20:59","slug":"intervento-del-presidente-del-consiglio_0-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italiaue.esteri.it\/fr\/news\/dalla_rappresentanza\/2017\/03\/intervento-del-presidente-del-consiglio_0-2\/","title":{"rendered":"EDITORIAL DU PRESIDENT DU CONSEIL GENTILONI SUR &#8220;LA STAMPA&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(texte disponible seulement en italien)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00abNon ci sono disfatte se non quelle che si accettano\u00bb cos\u00ec Jean Monnet, uno dei fondatori dell\u2019Europa unita, commentava, anni dopo, quella che all\u2019epoca era sembrata una battuta d\u2019arresto decisiva dell\u2019integrazione europea: il fallimento del progetto di difesa comune, nel 1954. Per molti, una d\u00e9b\u00e2cle dalla quale era quasi impossibile ripartire. Ma non per monnet, non per Gaetano Martino, che poco dopo divent\u00f2 ministro degli Esteri dell\u2019Italia, o per il suo omologo belga Paul-Henri Spaak, o per il cancelliere tedesco Konrad Adenauer. Loro, e altri, non vollero accettare quella sconfitta. E grazie alla loro tenacia e alla loro intelligenza politica, il 25 marzo del 1957, Italia, Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi si riunirono a Roma per firmare i Trattati con i quali \u00e8 iniziato davvero il nostro progetto di integrazione.<\/p>\n<p>Quel giorno, con la nascita della Comunit\u00e0 economica europea, \u00e8 partito il viaggio che ci ha portati, col tempo, al Mercato Comune e poi all\u2019Unione Europea e che ha consentito al nostro modello di esprimere tutte le sue potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Una \u00abEuropean way of life\u00bb costruita sulla pace, la libert\u00e0, la democrazia. Sulla scelta vincente del pi\u00f9 grande mercato unico al mondo e radicata nei nostri sistemi di welfare, che hanno creato societ\u00e0 pi\u00f9 giuste ed eque.<\/p>\n<p>Non possiamo nascondere, per\u00f2, che ora questo modello vincente \u00e8 sotto attacco: il mancato completamento del governo politico dell\u2019euro e la lentezza nel dare risposte coordinate ai flussi migratori ci hanno messi di fronte ai punti deboli della nostra azione. Il calo della fiducia nelle istituzioni europee attraversa le nostre societ\u00e0 e le nostre opinioni pubbliche. Non bastano gli aggiustamenti momentanei o le risposte a singoli eventi come Brexit. Dobbiamo ripartire.<\/p>\n<p>Vogliamo farlo da Roma, il 25 marzo, quando con i Capi di Stato e di Governo dell\u2019Unione Europea celebreremo il sessantesimo anniversario di quei Trattati: non solo con una \u00abfoto di famiglia\u00bb, ma con l\u2019obiettivo di tracciare la strada da percorrere nei prossimi dieci anni e oltre. Partendo da alcuni punti fondamentali: abbiamo l\u2019urgenza di rispondere alla domanda di crescita economica, di investimenti e di lavoro. Crediamo nelle riforme strutturali sul piano interno, ma \u00e8 il momento di un forte impegno comune per uscire dalla crisi, per ridurre i livelli di disoccupazione, soprattutto giovanile. I Millennial della Ue sono la generazione meglio istruita e formata della nostra storia. Servono risposte per assicurare loro un futuro che sia degno delle loro speranze e aspettative.<\/p>\n<p>E dobbiamo affrontare le sfide della crescita recuperando il meglio della tradizione sociale dell\u2019Europa, del suo modello di welfare. Mettendo al centro la protezione sociale, la riduzione delle disuguaglianze e della povert\u00e0, per non lasciare indietro nessuno. Solo cos\u00ec potremo anche rafforzare la fiducia nei confronti delle istituzioni comunitarie. Sappiamo che il contesto mondiale \u00e8 mutato: gli scenari di crisi nel Mediterraneo, il rischio terrorismo e l\u2019accresciuta instabilit\u00e0 dell\u2019ordine internazionale ci impongono di assumere responsabilit\u00e0 maggiori, con azioni europee pi\u00f9 coese e integrate sulla difesa e sulla sicurezza. E servono efficaci politiche comuni sull\u2019immigrazione: non per accontentare una richiesta dell\u2019Italia, ma per rispettare le decisioni gi\u00e0 prese insieme a livello europeo. Dobbiamo collaborare nel rispetto dei diritti umani e della democrazia, per conservare una conquista fondamentale come la libera circolazione delle persone.<\/p>\n<p>Accanto a questi impegni, servir\u00e0 una riflessione comune sulle forme del nostro stare insieme. L\u2019Italia &#8211; assieme a Francia, Germania, Spagna e altri Paesi &#8211; ha mandato negli ultimi tempi un segnale forte su questo. Crediamo sia arrivato il momento di una Ue pi\u00f9 coesa, ma che possa, allo stesso tempo, consentire diversi livelli di integrazione. \u00c8 giusto che i Paesi possano avere ambizioni diverse e che a esse ci siano risposte diverse. \u00c8 una strada gi\u00e0 prevista nei nostri Trattati, ed \u00e8 uno strumento che dobbiamo utilizzare per avere un\u2019Unione Europea pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 efficace, pi\u00f9 in grado di rispondere alle sfide del presente, che permetta a chi ne ha intenzione di andare pi\u00f9 veloce e pi\u00f9 lontano.<\/p>\n<p>La spinta delle forze nazionaliste e anti europeiste non \u00e8 affatto irresistibile, ce lo hanno dimostrato le recenti elezioni olandesi. E con un atto di fiducia nel futuro possiamo ridare slancio al nostro progetto comunitario. Con questa stessa fiducia, i fondatori dell\u2019Europa hanno compiuto le scelte che hanno donato al nostro continente decenni di benessere e di sviluppo. Se a partire da Roma saremo capaci di recuperare questo spirito, il progetto di integrazione europea avr\u00e0 ancora molto da dare.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>Art. pubblicato il 23\/03\/2017 sul sito de la stampa:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2017\/03\/23\/esteri\/modello-ue-sotto-attacco-ripartire-dalla-fiducia-GfCYkmv5ficNtqwWEf8iKN\/pagina.html\">http:\/\/www.lastampa.it\/2017\/03\/23\/esteri\/modello-ue-sotto-attacco-ripartire-dalla-fiducia-GfCYkmv5ficNtqwWEf8iKN\/pagina.html<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(texte disponible seulement en italien) \u00a0 \u00abNon ci sono disfatte se non quelle che si accettano\u00bb cos\u00ec Jean Monnet, uno dei fondatori dell\u2019Europa unita, commentava, anni dopo, quella che all\u2019epoca era sembrata una battuta d\u2019arresto decisiva dell\u2019integrazione europea: il fallimento del progetto di difesa comune, nel 1954. 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