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Strumenti Geografici (IPA, ENPI, DCI, ICI, FES)

 

Strumenti Geografici (IPA, ENPI, DCI, ICI, FES)

1. Strumenti di Pre- Adesione (IPA)

a) Definizione

L’IPA (Instrument for Pre-Accession) canalizza l’assistenza dell’UE a sostegno della politica di pre-adesione, rivolta ai paesi candidati, con i quali sono in corso negoziati di adesione all’UE, e ai paesi potenziali candidati, i quali hanno vocazione a diventare membri dell’UE. L’IPA ha  sostituito, a partire dal 2007, i precedenti strumenti  PHARE, SAPARD (Strumento Agricolo di Pre-adesione), ISPA (Strumento Strutturale di pre-Adesione), CARDS (Strumento di assistenza a favore dei Balcani occidentali) e il Regolamento Finanziario per la Turchia. Il funzionamento dell’IPA è disciplinato dal Regolamento CE n 1085/2006 del 17 luglio 2006.


b) Beneficiari

I Paesi beneficiari sono suddivisi in due categorie: “Paesi candidati effettivi”, inclusi nel processo di adesione (Turchia, Croazia, Macedonia, Islanda e Montenegro), e “Paesi candidati potenziali”, inclusi nel processo di stabilizzazione e di associazione (Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia e Kossovo). La dotazione finanziaria 2007-2013 ammonta a 11,565 miliardi di Euro.


c) Obiettivi

Obiettivo principale dell’IPA è promuovere il progressivo avvicinamento agli standard ed alle politiche dell’UE (“acquis communautaire”) in vista dell’adesione. Le azioni finanziate sono volte a sostenere il rafforzamento delle istituzioni e lo Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali, i diritti delle minoranze, la parità di genere e la non discriminazione, le riforme amministrative ed economiche, lo sviluppo economico e sociale, la riconciliazione,  la ricostruzione, la cooperazione regionale e transfrontaliera.
Per assicurare un'azione mirata, efficace e coerente, l'IPA è stato suddiviso in cinque componenti, ciascuna delle quali include delle priorità definite in base alle esigenze dei paesi beneficiari.
Le prime due componenti riguardano l'insieme dei paesi beneficiari:
• l’«assistenza alla transizione e al rafforzamento delle istituzioni», volta a sostenere il rafforzamento delle capacità e delle istituzioni, attraverso tipologie di intervento che includono misure di cooperazione amministrativa (Twinning, Twinning light, Taiex), assistenza tecnica, investimenti, schemi di prestito, partecipazione a programmi comunitari;
• la «cooperazione transfrontaliera», il cui obiettivo è sostenere i paesi beneficiari nella cooperazione transfrontaliera, tra di loro, con gli Stati membri dell’UE, o nell’ambito di iniziative transnazionali o interregionali. Attraverso questa componente, i paesi candidati e candidati potenziali hanno accesso ai programmi di cooperazione nell'ambito dell'Obiettivo "Cooperazione territoriale" finanziato dal FESR e ai programmi di cooperazione nel bacino marittimo finanziati dallo strumento ENPI (limitatamente alla Turchia).
Attraverso l’IPA sono finanziati anche programmi di cooperazione transfrontaliera tra le Regioni dei Paesi UE e le Regioni dei Paesi beneficiari che condividono una frontiera terrestre o marittima. In virtù di ciò, le Regioni italiane che si affacciano sull’Adriatico sono coinvolte nel programma di cooperazione transfrontaliera multilaterale “Adriatico” (www.adriaticipacbc.org)  che interessa i territori costieri (a livello amministrativo “NUTS 3”, corrispondente alle province italiane) degli Stati membri e dei Paesi beneficiari (inclusa la Bosnia-Erzegovina e la Serbia) che si affacciano sull’Adriatico. L’Italia vi partecipa con le Province marittime delle sette Regioni adriatiche italiane (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia). Autorità di gestione del programma è la Regione Abruzzo. Il budget totale del programma (2007-2013) è di 288 milioni di euro, di cui 245 milioni di quota comunitaria e 43  di quota nazionale.
Le altre tre componenti sono destinate esclusivamente ai paesi candidati in quanto hanno lo scopo di preparare alla futura gestione dei Fondi strutturali di cui questi Paesi beneficeranno una volta divenuti Stati Membri dell’UE a pieno titolo:
• la componente «sviluppo regionale», che mira a preparare il paese all'attuazione della politica comunitaria di coesione, e in modo particolare al Fondo europeo di sviluppo regionale e al Fondo di coesione;
• la componente «sviluppo delle risorse umane», che verte sulla preparazione alla partecipazione alla politica di coesione e al Fondo sociale europeo;
• la componente «sviluppo rurale», che  riguarda la preparazione alla politica agricola comune e alle relative politiche, nonché al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).


d) Come opera

L’impiego dello strumento IPA si basa su una pianificazione strategica pluriennale (MIPD), fondata sulle grandi linee politiche definite dal «pacchetto allargamento» della Commissione, che include un quadro finanziario indicativo pluriennale (QFIP). Sulla base di tale pianificazione, le Autorità nazionali dei Paesi beneficiari predispongono, attraverso un coordinamento in loco con le Delegazioni UE, programmi annuali (per la componente 1) e pluriennali (per altre componenti), che vengono adottati dalla Commissione e che indicano le misure e le azioni da finanziare attraverso lo strumento.
A differenza degli altri strumenti per l’azione esterna, gestiti dalla DG Sviluppo/EuropeAid della Commissione, IPA è gestito dalla DG Allargamento della Commissione.
Per aggiornamenti si suggerisce di consultare i seguenti siti:
http://ec.europa.eu/enlargement/index_it.htm, della DG Allargamento (con particolare riferimento alla sezione “How does it work – grants and tenders”);
www.adriaticipacbc.org, per le gare bandite in ambito programma transfrontaliero;

2) Western Balkans Investment Framework
Per favorire l’attuazione di progetti prioritari in settori di sviluppo socio-economico, la Commissione, la BEI (Banca Europe per gli Investimenti), la BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo) e la CEB (Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa), insieme agli Stati Membri, hanno lanciato nel dicembre 2009 il Western Balkans Investment Framework, uno strumento volto ad unificare i finanziamenti a dono dell’Unione, delle IFI e degli Stati Membri (Joint Grant Facility) con i prestiti delle Istituzioni Finanziarie. A tale fine, un Fondo di garanzia per i contributi volontari degli Stati Membri é stato istituito congiuntamente dalla BEI e dalla BERS.
Per maggiori informazioni: http://www.wbif.eu


2. Strumento Europeo di Vicinato e Partenariato (ENPI)

a) Definizione

L’ENPI (European neighbourhood and Partnership Instrument) canalizza l’assistenza dell’UE all’area del Vicinato, finanziando attività volte al raggiungimento degli obiettivi della Politica Europea di Vicinato / PEV (oltre a quelli del partenariato strategico con la Russia), che mira ad approfondire i rapporti con i Paesi situati alle sue frontiere terrestri e marittime per costruire una zona di stabilità, sicurezza e benessere. L’ENPI ha sostituito, dal 1 gennaio 2007, i precedenti programmi MEDA (per la componente Sud) e TACIS (per la componente Est. Il suo funzionamento  è regolato dal Regolamento (CE) n. 1638/2006 del 24 ottobre 2006.


b) Beneficiari

I Paesi beneficiari di tale Strumento sono quelli inclusi nella Politica di Vicinato dell’UE: Paesi della sponda sud del Mediterraneo (Algeria, Autorità Palestinese, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Libia, avente statuto di osservatore nel Partenariato Euro-Mediterraneo, Marocco, Siria e Tunisia) e Paesi confinanti dell'Europa dell'Est e del Caucaso meridionale (Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldavia,Ucraina e Russia). La dotazione 2007-2013 è di 11,18 miliardi di euro, di cui 10,6 miliardi riservati ai programmi nazionali, multinazionali e tematici e il restante 10% riservato ai programmi di cooperazione transfrontaliera (CBC) e al NIF (Neighbourhood Investment Facility).


c) Obiettivi

Principale obiettivo dell’ENPI è incentivare il consolidamento della cooperazione e la progressiva integrazione economica con l’UE dei Paesi beneficiari, attraverso accordi di partenariato e accordi di associazione, sostenendo gli sforzi dei paesi beneficiari verso il buon governo e lo sviluppo sociale ed economico.
Nella sfera di azione dell’ENPI rientrano pertanto:
• cooperazione politica: riforme nel campo politico, rafforzamento delle istituzioni e amministrazioni pubbliche, Stato di diritto, rispetto dei diritti umani, partecipazione della società civile e delle organizzazioni non governative, dialogo multiculturale e migrazione. In questo settore, lo strumento ENPI si avvale anche di meccanismi di assistenza tecnica precedentemente riservati ai soli Paesi dell’Allargamento, quali il TAIEX e il TWINNING;
• cooperazione economica: favorire lo sviluppo di un’economia di mercato, sostenere il settore privato ed in particolare le piccole e medie imprese, incentivare gli investimenti e gli scambi commerciali;
• cooperazione sociale: occupazione,   lotta alla povertà;
• cooperazione settoriale: ambiente, sviluppo sostenibile, energia, trasporti, telecomunicazioni, sanità, sicurezza alimentare, istruzione e formazione, ricerca;
• cooperazione per lo sviluppo locale e regionale, promozione della cooperazione e dell’integrazione regionale e sub-regionale.


d) Come opera

L’assistenza ENPI si declina attraverso 4 tipi di programmi:
- Programmi nazionali per ciascun paese beneficiario;
- Tre Programmi regionali:Est, Sud e trans-regionale Est + Sud;
- Quindici Programmi di Cooperazione Transfrontaliera (CBC – Cross Border Cooperation), di cui: 9 relativi a frontiere terrestri, 3 relativi a frontiere marittime e 3 relativi a bacini marittimi (Baltico, Mar nero e Mediterraneo).
Tra questi programmi, particolare importanza rivestono per l’Italia  il Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Tunisia, che interessa il territorio di ben cinque province siciliane, ed il Programma di cooperazione transfrontaliera relativo al Bacino del Mediterraneo in quanto la regione Sardegna è stata designata come Autorità di Gestione.
I programmi transfrontalieri sono co-finanziati dai fondi strutturali dei paesi membri partecipanti al programma.
ENPI è gestito dalla Direzione F della DG Sviluppo/EuropeAid della Commissione. Per aggiornamenti si suggerisce di consultare i seguenti siti:
http://ec.europa.eu/europeaid/work/funding/index_en.htm della DEVCO;
http://www.enpicbcmed.eu/ per le gare in ambito CBC MED;
http://www.euroinfosicilia.it/ per le gare in ambito CBC Italia-Tunisia;
Un servizio di anticipazioni curato dal quotidiano “Il Sole 24ore”, in collaborazione con il Ministero Affari Esteri, è attivo al seguente indirizzo: http://www.europanelmondo.ilsole24ore.com/EU/.


e) Neighbourhood Investment Facility

A sostegno della promozione degli investimenti, nel quadro del programma ENPI, è stato introdotto uno schema di contributo, con una dotazione di 700 milioni di euro per il 2007-2013, denominato NIF (Neighbourhood Investment Facility) che finanzia progetti di comune interesse, con particolare attenzione ai settori dell’energia, dell’ambiente e dei  trasporti.



3. Strumento per la Cooperazione allo Sviluppo (DCI)

a) Definizione

Lo Strumento per la Cooperazione allo Sviluppo (DCI, Development Cooperation Instrument) canalizza l’assistenza UE verso i paesi in via di sviluppo non beneficiari di IPA, di ENPI, o del FES (Fondo Europeo di Sviluppo), principalmente in Asia e America Latina. Il DCI ha, in parte, sostituito il precedente strumento ALA. Il suo funzionamento è regolato dal Regolamento n. 1905/2006 del 18 dicembre 2006.


b) Beneficiari

Il DCI si rivolge ai Paesi in via di sviluppo dell’America Latina (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perú, Uruguay, Venezuela), dell’Asia (Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Repubblica popolare democratica di Corea, Laos, Malaysia, Maldive, Mongolia, Myanmar/Birmania, Nepal, Pakistan, Filippine, Sri Lanka, Tailandia, Vietnam), dell’Asia Centrale (Kazakstan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan), nonché ai paesi del Medio Oriente che non rientrano nella PEV (Iran, Iraq, Yemen) e al Sud Africa. La dotazione finanziaria 2007-2013 è di 16,897 miliardi di euro.


c) Obiettivi

Obiettivo principale del DCI, che incarna lo strumento di cooperazione allo sviluppo in “senso classico”, è quello della eliminazione della povertà, attraverso azioni volte a contribuire a processi di sviluppo sostenibile. Esso si fonda altresì sul perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e sulla promozione del rispetto dei principi democratici, dei diritti umani, dello stato di diritto e della good governance.


d) Come opera

Il DCI ha la peculiarità di finanziare attività attraverso due componenti, una geografica e una tematica.
A livello geografico, il DCI opera attraverso iniziative bilaterali o regionali. Ai Paesi dell’Asia  sono destinati 5,187 miliardi di euro, ai Paesi dell’Asia Centrale  719 milioni di euro, ai Paesi del Medio Oriente 481 milioni di euro, ai Paesi dell’America latina  2,690 miliardi di euro, al Sudafrica 980 milioni di euro.
A livello tematico, il DCI include finanziamenti a sostegno di settori specifici di interesse “trasversale”, rivolti quindi anche a Paesi non inclusi nella sua “sfera geografica” (FES ed ENPI). A tale titolo sono destinati 5,596 miliardi di euro, suddivisi su cinque programmi, intesi a I fornire valore aggiunto specifico e assicurare complementarità rispetto ai programmi di carattere geografico, accrescendo al contempo la visibilità all’azione svolta dall’UE. Le cinque tematiche sono:
 sostegno allo sviluppo del capitale umano (“Investing in people”): 1.060 milioni di euro;
 ambiente e gestione sostenibile delle risorse naturali: 804 milioni di euro;
 sostegno agli attori non statali e alle autorità locali nello sviluppo: 1.639 milioni di euro;
 sicurezza alimentare: 1.709 milioni di euro;
 migrazione e asilo (che sostituisce il programma AENEAS): 384 milioni di euro.
I Paesi dell’Asia e quelli dell’America Latina beneficeranno altresì di prestiti dalla Banca Europea per gli Investimenti rispettivamente fino a 1 e 2,8 miliardi di euro con copertura di garanzia dell’Unione Europea nel periodo 2007-2013. Allo stesso titolo la Repubblica Sudafricana riceverà fino a 900 milioni di euro.
Il DCI è gestito dalla DG Sviluppo/EuropeAid della Commissione. Per aggiornamenti si suggerisce di consultare il sito: http://ec.europa.eu/europeaid/work/funding/index_en.htm


4. Strumento per la cooperazione con i Paesi industrializzati (ICI)

Grazie allo Strumento finanziario per la cooperazione con i Paesi e territori industrializzati (“ICI”), istituito con Regolamento (CE) n. 1934/2006 del 21 dicembre 2006, 172 milioni di euro sono destinati alla cooperazione finanziaria, alla cooperazione tecnica e alle altre forme di cooperazione di competenza della Comunità (p.e. nei settori della ricerca, della scienza e tecnologia, dell'energia, dei trasporti e dell'ambiente, del sociale etc.) con Australia, Bahrein, Brunei, Canada, Taipei cinese, Hong Kong, Giappone, Corea del Sud, Macao, Nuova Zelanda, Kuwait, Qatar, Singapore, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti d'America. Le azioni finanziate dall’ICI possono anche mirare ad aumentare il grado di “visibilità” dell’UE nei suddetti Paesi.


5. Il Fondo europeo di Sviluppo (FES)

Rispetto agli strumenti precedenti, il Fondo europeo di sviluppo (FES) è un fondo a carattere intergovernativo che resta al di fuori del bilancio comunitario. Esso canalizza l’assistenza verso i Paesi ACP (Africa, Caraibi e Pacifico) nel quadro dell’Accordo di Cotonou e verso i Paesi e Territori d’Oltremare (PTOM). Attraverso il sostegno ad un modello di partenariato originale, fondato su un forte dialogo politico, un sistema di preferenze commerciali e volumi rilevanti di aiuti, il FES consente all’UE di perseguire obiettivi comuni e coerenti in 77 paesi in via di sviluppo, attraverso interventi di consolidamento istituzionale, rafforzamento della governance, sostegno al bilancio, realizzazione di infrastrutture, assistenza tecnica, sostegno al settore dell’educazione e della sanità, agricoltura e sviluppo rurale, sostegno al settore privato e al commercio.
Il FES opera a quattro livelli: nazionale (promozione dell’ownership e dell’allineamento nei processi mirati allo sradicamento della povertà), regionale (stabilità politica, sviluppo economico e beni comuni regionali), intra-ACP (iniziative panafricane e globali) e Investment Facility (gestita dalla BEI, a sostegno di iniziative volte allo sviluppo del settore privato).
La dotazione finanziaria del X FES per il 2008-2013 è pari a 22,682 milioni di euro, così ripartiti: 21.966 per gli ACP, 286 per i PTOM e 430 alla Commissione per le spese legate alla programmazione e alla messa in opera. Ad essi si aggiungono 2,030 milioni di euro per prestiti a valere sulle risorse proprie della BEI (Banca Europea degli Investimenti).
Il FES è gestito dalla DG Sviluppo/EuropeAid della Commissione. Per aggiornamenti si suggerisce di consultare il sito:  https://ec.europa.eu/europeaid/funding/funding-instruments-programming/funding-instruments/european-development-fund_en

 


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